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Discorso storico sopra l'acque vomitate da Mongibello, e suoi ultimi fuochi avvenuti nel mese di marzo del corrente anno MDCCLV / dal sac. Giuseppe Recupero
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50 iluogo d' onde sboccarono le diviſate piene: a chefare m' invitava pure la piacevolezza del tempo,che per eſſere nei primi del traſcorſo Giugno, mife ſperare d' eſſere la Montagna fudetta ſpogliata-dalle ſue nevi, ſiccome in realtd la trovai: Repli-cata pertanto in queſto ſecondo viaggio un' altravilita ai veſtigj della deſcritta Inondazione, che viho fedelmente deferitti; ed oltrepaſſato il AntLepre, oſſervai aggiatamente la fronte della nuovaſclara vomitata dal cratere dell' Etna a due di Mar-20, ch'è larga pid di mezzo miglio: arrivato indinella Dagali di Giannicola, viddi il numero quaſiinfinito delle groſſe pietre, che trovanſi in quel-la parte di queſta Dagala, ove non giunſero lepiene; pietre non gia naturall, ma di ſciara an-tica, parte vomitate dall' Etna ne' ſuoi ribollimenti,e parte calate giù forſe pegli ſcuotimenti, che ſaol'ei fare: miſurai pure con una fune l ampio lettoulivi fatto dall' acque, e lo trovai(computandoviIa larghezza della nuova ſciara, che vi traſcorſe-ſopra) d' aſſii pid largo d'un miglio, e mezzo,ſecondo I avea ſcandagliato coll' occhio la primavolta; ſpaziandoſi in realta preſſo a due miglia.Incaminatomi poſcia per queſto letto medeſimo ver-ſo il Monte, e giunto alle ſue falde, trovai a mandeſtra una collina nuovamente fatta lunga ottantatrepaſſi, alta otto braccia, e larga preſſo a ſei cannecoſtrutta di pietre, ed arene, che miſte, a mio cre-dere con una gran copia di neve dipoſte quivi dal-le piene e ſciolteſi poſcia le nevi, reſtarono tal-mente combaciati fra loro tutti quei materiali, cheformoſſi la detta collina; ma di eſſervi ſtata ſu dieſſi ſepolta dalle piene una gran quantitd di neve,' argomentai dalle ſcrepolatute, che vedeanſi in-tutta la ſuperficie della collina, ſulla quale eranoòtan-