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Discorso storico sopra l'acque vomitate da Mongibello, e suoi ultimi fuochi avvenuti nel mese di marzo del corrente anno MDCCLV / dal sac. Giuseppe Recupero
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5 60 9ſe ſi pon mente alla quantiti immenſa dell' acquevomitate dall Etna, dovriamo idearci queſte con ·ſerve non meno vaſte della ſteſſa Montagua: imma -ginate vi di grazia un profluvio d' acque, che for- sma dalle vette del Monte fino alla Dagala di Gian-nicola un fiume alto perlomeno quaranta palmi, lar-0 pteſſo à due miglia, e lungo quaſi otto miglia,e vedete poſcia di quale ampiezaa dovrebbono ſup⸗ 5rorſi queſte conſerve, nelle quali dovea eſſere ri--Poſta tutta la dett acqua, o per meglio dire, tut.- 3 öto queſto Fiume grandiſſimo! non ſi dovrebbe, perparlare ſchiettamente, ſtirare la noſtra fantaſia ad öimmagginarſi queſte conſerve preſſocchè uguali al“ aVülteſla Montagna? Ma, ſi amme ttano pure i cati- 1 4ai di tal capacita, e ſi conceda; che ſienſi trova! 5colmi di tutta queſt acqua copioſiſſima; dovrem Nſupporre, che i fuochi aveſſero ſpexzato i ſuoi re-

einti; la qual coſa non han potuto giammai per

lo paſſato operare i fuochi attiviſſimi di tante altre

innumerevoli arſioni pid orribili, e piu eccedenti 6 8di queſt' ultima, alcune delle quali ſono perdurate aper molti luſtri continuati, come leggeſi nelle no-ſtre Storie. E ſe con tutto ciò vorrebbeſi dire, che2 queſt ultimi fuochi, e non agli altri precedenti.toccò la ſorte di rodere, e ſpezzare i groſſi recin- f*ti degl' ideati catini; non dovea la ſubbitanea, e pre-cipitoſa caduta dei peſanti pezzi di quei recinti; edella peſantiſſima maſſa di tutte queſb acque nellebaſſe voraggini del Monte caggionare in tutta que-ſt' Iſola un orrendo Tremuoto? queſto certamenteeſſer dovea J effetto d' una tale repentina, e violen-ta caduta; ſe dir non vogliamo, che cein modo I' interne conſerve del Monte, che l' ac-que non caddero coll' immaginata violenza, ma-piutoſto i ſtroſclarono pet alcuni declivj, che pron- e 5 5

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