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•L/a Bologna a Ferrara il viaggio facevasiuna volta per S. Giorgio, Cento e S. Car-lo . Nel tempo d’inverno poi preferivasidi andar a Ferrara per acqua, ma' 1 in-terramento del canale Ciambellina pro-dotto dagli straripamenti del Reno, tolsequesto comodo. Presentemente il viaggiosi fa agevolmente in qualunque stagioneper una nuova e magnifica strada postale,più breve assai della vecchia, e quasi tuttaselciata. I luoghi che si percorrono sonoanche vaghi e dilettevoli. Partendo daBologna Capo d’Argine è la prima sta-zione che s’incontra, castello fabbricatodai Bolognesi nel i 38 o. Succede Malal-bergo ( ’Maletum ) la cui valle si confondecon quella della Barigella e del Poggio ;e quella di Marara, che sono le valli delfiume Reno. Questa parte non è la piùdilettevole del presente viaggio, ma se neha tosto il compenso nella vicina città diFerrara .
«Ferrara è una bella città, una dellepiù belle d’Italia se vuoisi considerarlaper rapporto alla sua pianta, ed all’ am-piezza delle sue strade, ma Ferrara è unacitta spopolata rispetto alla sua vastità ,contando in due leghe e mezza di cir-cuito 26,000 abitanti. Essa è capoluogodella lègazione del suo nome, e posta inOlezzo ad estese e feracissime pianure,quantunque basse, tra il Volano ed ilove il primo $i divide in due rami,
formando il canale di Mazzara. È re-sidenza di un cardinale legato, sede diun arcivescovado erettovi nel 1^35 daClemente XII e di un tribunale di primaistanza, dipendente dal tribunale di Bo-logna . È tutta cinta di mura e di bastio-ni a guisa di fortificazione, con ampiefosse, oggidì però in parte asciutte, edifesa al S. O. da una cittadella di buonaforma.
Mal risalirebbe tra le tenebre antichechi l’origine di Ferrara rintracciar bra-masse. Basti il sapere eh’ era conosciutaprima del secolo ottavo.— Nel 1 ic>6 enel 1208 il popolo Ferrarese , tenendoper parte guelfa, si elesse a podestà Azzod’Este , chiamato Azzolino, poi lo fecesuo duce.
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Chi non rammenta i fasti della stirpeEstense, e lo splendore della lor corte ?Per quattro secoli circa gli Estensi resseroFerrara , e ne fecero una delle più fiorentiQittà dell’Italia , e la sede dell’arti non menche dell’ armi. — Nel i 5 g 8 essa passòin potere di Clemente Vili, e cessandodall’esser capitale di un nobilissimo du-cato, scadde dal suo antico splendore, ecome canta un poeta, da reina incoronatad’ oro, divenne «Vedova sconsolata investe negra ».
Le più peregrine cose di Ferrara ap-partengono ancora ai dì degli Estensi.Ne legga chi ne ha brama il ragguaglio