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ticcoci accinti a descrivere una bellissimaparte d'Italia , e quella forse ove la civiltàitaliana , rafforzata da’progressi dell’uni-versale sapere, ha messo più profonde epiù rigogliose radici. Saremo solleciti inquesto lavoro di attignere a fonti natie.
Per rendersi dalla solinga Ferrara aVenezia, un dì reina dell’Adriatico , sicomincia per ire a Pontelagoscuro borgotre miglia a levante di Ferrara , sulla destrariva del Po , alla derivazione del canalePanfilio, e porto di molto traffico, facen-dovi scala le mercanzie che vanno o ven-gono dalle provincie dell’Italia di mezzo.Di colà si può andare a Venezia o perterra o per acqua. Chi sceglie la secondavia, scende il Po, passa dal Po nell'Adigeper un canale, e dall’Adige nella Brenta per un altro canale, ed entra finalmentenelle Lagune. Ivi a 20 miglia da Venezia e gl’ incontra Chioggia , donde prese ilnome quella terribil guerra che arse tra1 Veneziani ed i Genovesi verso il tra-naonto del secolo decimoquarto ; indi a10 miglia sorge Malamocco ed altre iso-^ ette delle Lagune prima di arrivare ainezia.
La via di terra va alla Polesella, fron-tiera dello Stato veneto, indi a Rovigo , aMonselice, a Padova, e da Padova a Ve-nezia pel Dolo e Fusina. Da Fusina aVenezia convien tragittar la Laguna perlo spazio di cinque miglia.
Prima di metterci per questa via ci èd' uopo dare un attento sguardo al Po ,re de'fiumi italiani , massima arteria dellasuperiore Italia , del quale il Tasso can-tava :
Così, scendendo dal natio suo monte
Non empie umile il Po l’angusta sponda,
Ma sempre più, quanto è più lunge al fonte,
Di nove forze insuperbito abbonda :
Sopra i rotti conGni erge la fronteDi tauro, e vincitor d’intorno inonda*
E con più corna Adria respinge, e pareChe guerra porti, e non tributo al mare.
Il seguente articolo sul Po è copiatodalla Corografia d’Italia del chiarissi-mo Rampoldi.
«Il Po è il fiume massimo dell'Italia ,sia per la lunghezza del suo corso, cheper la copia delle acque. Le principalisue fonti stanno nella provincia di Sa-luzzo, divisione di Cuneo , Stati Sardi,alle falde delle alpi Cozie , e precisamentealle sciroccali del Vestilo, comunemente
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