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4 (1837) Regno Lombardo-veneto e minori stati vicini / per cura di D. B. [Davide Bertolotti]
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L'ITALIA

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Questi palazzi e queste logge, or colleDostro, di marmo c di figure elette,l'ur poche e basse case insieme accollo,

Diserti lidi c povere isoletle :

Ma genti ardile, dogni vizio sciolte,

premeano il mar con picciolc barchelle,

Che qui non per domar provincie molte,

Ma fuggir servitù s eran ristrette.

Non era ambizion nepetti loro 5

Mal mentire abborrian più che la morte,

vi regnava ingorda sete doro.

Sel Ciel v ha dato più beata sorte,

Non sian quelle virtù che tanto onoro,

Da le nove ricchezze oppresse e morte.

Con questo sonetto, dettato, a dir cosi,da profetico spirito, 11 fiorentino Giovannidella Casa , trecento anni fa, cantava diVenezia, reina dellAdriatico allora, glo-riosa in Europa, potente in Italia , riveritain tutto il Levante, mentre egli stessovenivale ambasciatore di Paolo III perindurla a collegarsi con quellitaliano Pon-tefice e con Enrico II re di Francia adanni dell imperator Carlo V.

solamente i poeti italiani antichi,ina anche i poeti stranieri moderni hannofatto argomento deloro canti Venezia ,quelli intuonando linno trionfale, questila mesta elegia.

Lord Byron la paragona ad una Cibelede'mari, uscente dallOceano colla suatiara d'orgogliose torri, maestosa nel suoportamento come la Diva delle acque, edecoro genii. (*) «Un di le sue figlie,

(*) Childe-Harolds pilgrimage. 4. 2.

Un antico autore descrivendo Venezia si è

prosegue il Bardo scozzese, avevano perdote le spoglie delle nazioni, e P inesau-ribile Oriente versava nel seno di lei lasplendida piova desuoi tesori. Rivestitadi porpora, ella invitava asuoi banchettii Re, superbi dun tal favore, che pareva

far più spiccare la lor dignità. Gli

antichi tempi di Venezia più non sono .ma ride ancora la sua bellezza : Cadonogl imperj, rovinano i monumenti dellearti : ma la natura non muore ». Ve-nezia che ad abbellire concorsero a gara1 opera di Dio e quella dell uomo, (*)quantunque appaja or dagl'ingrati mor-tali obbliata, sarà sempre per la bellezzadel suo cielo, la splendidezza del suo oriz-zonte, la maestà del suo aspetto, e la su-blime possanza delle sue ricordanze lacittà più incantevole delluniverso.

Venezia , famosa repubblica, trae l'o-rigine, e ancora la libertà da un tempoanteriore al medio evo. Alcuni abitatori

servito a un dipresso della stessa immagine : Quisfìt uL qui superne urbem contcmpletur , turrilamtelluris iniaginem medio oceano fìguratarn se pu -tet inspicere.

(*) Viderat Adriacis A r enetam Neptunus in undisStare Urbem, et luto ponerc jura mari,

I nunc, Tarpejas quantumvis, Jnpiter, arcesObjice et il tatui maenia Marti» ait.

Si Tibrim Pelago praefers, Urbem aspicc utramque :Ulam hoinines dices, Lane postasse Deos.

SANAZZARO,