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logrammi. Da Piacenza in poi trovasi co-stantemente stretto fra due argini di dieciin dodici metri d’altezza. L’origine diquei terrapieni è attribuita agli Etruschi ,dominatori d’una gran parte della valle incui scorre questo fiume; essi in tal modofrenarono l’impeto delle acque ed il loroallargamento. La larghezza ordinaria dell’alveo inferiormente al confluente del Ti-cino è di 600 metri. L’altezza minimadelle acque inferiormente allo sboccodell’Adda sino a Pontelagoscuro è di circa4 metri; la media da 6 a 7; la massimada xi a 12. La minima altezza delle acqueinferiormente a Pontelagoscuro è di 8 og metri. In questo fiume il flusso si fasentire nulla più di 6 in 7 miglia alla di-stanza dalle foci dei diversi suoi rami ocanali; nè le acque del flusso non mai sialzano al di sopra di cinque decimetri.L’ordinaria pendenza delle acque da Pia-cenza sino all’Adriatico è di tre decime-tri per chilometro. Dalla foce del Ticino sino al mare si trova una pendenza dig5 metri, quantunque la sua lunghezzasia di circa 200 miglia. Le acque pocorapide quando sono basse, corrono conveemenza allorché s’ingrossano. Il fondoo letto di questo fiume è generalmentedi arena calcare o argillosa, e pieno d’i-sole o scanni variabili di sabbia; quindile acque sono sempre torbide, seco sem-pre trasportando argillosa sabbia , cheposcia viene deposta alle foci e lunghessoil letto, a segno che le mura le qualicircondano Ferrara , e molti tetti dellecase di quella città, sono più basse delfondo del fiume. In verun luogo inferior-mente a Torino il Po è guadabile, nè losi varca sopra ponti stabili, che a Torino e superiormente a quella citta. Questofiume gonfiasi periodicamente, cioè ija
luglio, agosto e settembre per lo scio-glimento delle nevi sopra le Alpi . Il Poè stato sempre terribile per le sue inon-dazioni: fra le epoche nelle quali egliruppe gli argini, si cita particolarmentequella del ii 52 , in cui devastò le limi-trofe campagne della foce dell’ Ollio sinoal mare, e mutò il suo corso, poiché scor-reva nelle vicinanze di Ferrara dal latoaustrale ed in oggi corre nella parte bo-reale a tre miglia di distanza. Memora-fbile fu pure l’alluvione del 1702, incon-seguenza della quale il fiume che dalungo tempo passava vicino a Gussola,formò il letto attuale, pel quale continua-mente minaccia Casalmaggiore. Abbon-dantissimo di pesci è questo fiume: oltrequei d’acqua dolce, vi si trovano alcunespecie di quelli di mare che lo rimontanoper generare: tali sono gli storioni, i sal-moni, le laccie o cheppie. I primi si pe-scano in primavera e nell’estate; i sal-moni in quasi tutto l’anno. Nell’ invernovi si veggono in folla gli uccelli acqua-tici, Alcune volte il Po si è coperto dighiaccio: nel 1233 gelarono talmente lesue acque da portare carri carichi dimercanzie da Cremona a Venezia . Cin-quemila francesi che andavano a soccor-rere la Mirandola , lo traversarono nel1709. Il nome di questo fiume, secondoMetrodoto presso Plinio, gli deriva dallepiante padi, che crescevano in vicinanzaalle sue rive; i Liguri lo chiamavano Bo-dincus, cioè fiume profondo; ai Latini§lta noto col nome di Padus , e più no-bilmente Eridanus. Della favola di Fe-tonte , figurato figliuolo del Sole, la veraistoria si ha da Platone nel Timeo; e daCatone nelle Origini. Fetonte fu un prin-cipe di Eliopofi o città del Sole in Egitto ;venuto a signoreggiare nella Liguria ho-