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4 (1837) Regno Lombardo-veneto e minori stati vicini / per cura di D. B. [Davide Bertolotti]
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L'ITALIA

Il villaggio dArquà è assiso lungi do-dici miglia da Padova , e tre alP incircadalla gran via di Rovigo nel mezzo deicolli Euganei. Dopo venti minuti di cam-mino lungo smaltati prati, e ricoperti diarboscelli, sincontra un laghetto azzurro,limpido e non poco alto ; si giunge quin-di alle falde della catena di piccioli colliadorni di vigneti, e di vivaj, entro i qualisi distinguono i melagrani, gli abeti edogni sorta darbori fruttiferi. Dal puntoin cui s abbandona la sponda del lago,la via mette serpeggiando fra colline ; etosto si scorge la chiesa dAcqua pressoil sito dove la catena decolli viene ad untratto interrotta^ il villaggio occupasiffatto spazio, e pare confinato dai duelati dai colli. Le case sono sparpagliateper le roccie, e quella del Petrarca ( Tav .208 ) è situata sovra un poggetto alquale si giunge per due salite, e didominando la vista sapre allo sguardouno de J più stupendi orizzonti che im-maginare uom pòssa.

Un atrio, una sala, sei camere di va-ria simmetria, un orto ed un angusto cor-tile compongono tutto il materiale di co*testo ritiro, con altre piccole adiacenze.La porta dingresso è rustica ; Patrio èdipinto, e rappresenta i trionfi da lui can-tati. Di fronte vi sta altra porta che gui-da nellorto e nei colli vicini. Un corri-dore alla sinistra ladito apre alla cameracosi detta delle visioni, dalla quale sipassa nella sala, il cui fregio dipinto rap-presenta alcuni scherzi mitologici, chehanno relazione ad alcune delle elegantisue pastorali poesie. Questa sala nell alasinistra sostenta al di fuori una loggia dacui si esce, e che mediante una scala adangolo retto rivolta nella sua metà, mettenel cortile. Dalla sala stessa si passa in

altra camera, il cui cammino a varj co-lori dipinto coi nomi di diverse nazioni,è un monumento illustre di celebrità.Yeggonsi i seguenti versi scritti sul murodi propria mano dall immortale Alfieri :

Prezioso diaspro, agata ed oro

Foran debito pregio, 0 appena degno,

Di rivestir si nobile lavoro 5

Ma no ; tomba fregiar duom eh* ebbe regno

Vuoisi, e por gemme ove disdice alloro,

Qui basta il nome di quel divo ingegno.

UiT altra porta finalmente mette inun piccolo gabinetto, dove giace in unanicchia, imbalsamata e difesa al davantida vetri e gratella di rame, la famosagatta che fu sempre sua compagna, e pia-cevole suo trattenimento nelle ore che rav-vivare volea da cure maggiori il suospirito. Si conservano ancora in Arquà il suo sedile , ed un armadio tarlato ecorroso dagli anni. Tali suppellettili sa-rebbero consunte affatto se non fosserostate inchiodate alle pareti, poiché eratroppo universale lavidità di possederequalsiasi parte di cosa posseduta o toccada questo immenso genio italiano . »

Il corpo di Petrarca è rinchiuso (Tav .208) in un sarcofago di marmo rosso, ele-vato su quattro colonne le quali posanosovra una base assai alta. Questo monu-mento gli fu innalzato da Francesco Bros-sano che sposò una figlia naturale di lui.Esso è molto appariscente, e quattro al-lori, non ha guari tempo piantati, Pom-breggiano. La fontana di Petrarca , chequi ogni cosa porta il nome di lui, prendela sorgente sotto una volta artefatta al-quanto al disotto della chiesa, e sommi-nistra lacqua a tutta la popolazione. So-pra vi si legge la seguente inscrizione :

Fonti Numon inest; Hospes venerare liqnorem,linde Libens cecinit digna Petrarcha Deis.

Sur una larga tavola assisa in una dellecamere della casa di Petrarca sta posto