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ma per riconoscere ed onorare nell’ og-getto dell’amor del poeta il più bel pre-gio di natura.
Oltre l’atnor di Laura, dominata era labell’anima di Petrarca da due altre piùnobili e virtuose passioni : l’amor dellapatria e 1’ amor del sapere. Per 1’ amordella patria trattò affari importanti, e poseogni suo studio onde rappresentare aipontefici, agl’ imperadori ed altri prin-cipi l’oppressione in cui giaceva l’Italia ,inducendoli a sollevarla. Per l’amor delsapere si adoperò con perseveranza esuccesso onde scuoprire gli antichi ma-noscritti, e contribuì assaissimo al risor-gimento delle scienze e delle arti. Allavoce di Petrarca rispondeano i monarchie si rendean utili alla sua patria. Allavoce di Petrarca risposero dal fondo deivetusti loro monumenti gl’ immortaliscrittori della Grecia e di Roma , e illume del sapere uscì di nuovo dal caosnel quale la barbarie lo avea per diecisecoli imprigionato. Così l’italiano poetameritò veramente tutti i tre generi digloria de’ quali parla Bacone , s’innalzòsovra gli altri uomini nella sua patria :innalzo la sua patria sovra le altre nazioni?aggrandì le conquiste dell’ uomo sovrala natura col progresso de’ lumi. Eradunque degnissimo della corona che glifu posta solennemente in fronte nel Cam-pidoglio. o
Tutte le orme de’ passi del cantor diLaura furono cercate con avidità e desi-gnate con venerazione. A Venezia si mo- (*)
(*) Ecco come si parla di questa straordinariacelebrità in un antico Diario Romano. In udiiMCCCXLI, il giorno di Pasqua , fo laurealo Mcs-ser Francesco Petrarca esaminato per lo Re Ro-berto j in presenza dello popolo di Roma , et fot oliposta una corona in capo per lode delli poeta.
Muratori R, I. Script, voi. XXII.
stra una casa nella quale dimorò. AdArezzo fu indicato con lunga iscrizioneil posto in cui era nato ; ed una simile stapure scolpita sul monumento che glivenne innalzato nella cappella di S. Agataa Parma dal capitolo di cui fu arcidia-cono. Un busto gli fu dedicato a Pavia perchè di là passato era nel i368 col suogenero Brossano. La condizione politicache vietò lungo tempo agl’ Italiani diattendere ad onorare i viventi, loro con-siglia oggidì a rivolgere le cure all’ illu-strazione de’ morti.
Ai colli Euganei appartengono S. Da-niele in monte, già chiostro de’ Rocchet-tini, luogo di stupenda veduta, Torreglia ,sito amenissimo pei suoi casini di cam-pagna ; la valle di Sant’ Eusebio ed unmonte vicino, ove sono giardini incante-voli ; Este, città vetustissima, di magicasituazione; il Catajo, deliziossima villafatta dagli Obizzi, ed ora del duca diModena ; Monte Ricco, i Bagni di Sant’Elena, i Bagni d’Abano, ecc. ecc.
La celebrità di queste terme ci sforzaa parlarne, col linguaggio tecnico, usan-do le parole di un dotto professore dimedicina.
«Sotto il nome di Terme Padovanesi comprendono i Bagni d’Abano, di S.Elena, di S. Pietro Montagnone, di Mon-te Grotto, di S. Bartolomeo, della Casanuova sul Monte Bartolone, di MonteOrtone, di S. Daniele in monte, ecc.Queste terre sono favorite dalla naturadel prezioso dono di salutifere acque, icui principi che le compongono sonouna maggior parte sale e zolfo. Io le vi-sito con istupore, e testimonio dei bene-fizi che nel loro uso ognuno risente, lecolloco a buon diritto con Plinio fra ipiù magnifici portenti della natura. Gli