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4 (1837) Regno Lombardo-veneto e minori stati vicini / per cura di D. B. [Davide Bertolotti]
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L'ITALIA

vano e men nuovo spettacolo offerseposcia a miei occhi il corso , ove alcunecentinaja di splendidi cocchi, succedentisiin doppia fila, davano a Bergamo perquel solo giorno l'aspetto di Palermo odi Milano .

« Lungo tutta la linea dalle carrozzepercorsa, stava una furia di gente nellostupido atteggiamento dell ammirare.Qual continuo miracolo pel manteni-mento dell'ordin sociale io ho riguardatomai sempre la venerazione che il minutopopolo professa alla ricchezza ed al potere.

et Ma come la sera fu venuta, scintillarein tutta la sua pienezza si vide lo splen-dor della fiera. Migliaia di palloncini divario colore pendevano illuminati daglialberi del doppio viale, e le padellecariche di ragia, sparse neloro intervalli,versavano sugli oggetti una vivissimaluce giallastra, sommamente favorevoleai pittorici effetti. Un'incredibil folla dipopolo per tutto quell ampio spazioagitavasi ; pareva che, deposte le cure,ognuno più non attendesse che al sologodere. Frattanto i caffè , posti all e-sterno della fiera, e i loro steccati aldinanzi, si riempirono di quanto il belsesso avea di più riguardevole , di piuadorno e di più vago. meno magni-fica ed incantevole scena presentava allosguardo nellinterno del recinto la fiera,e per lo sfoggio de lumi nelle botteghee per la mostra che facevano di ogni piùpreziosa lor merce. Ma singolarmenteper la sua novità mi recò maraviglia loscorgere le più illustri dame della città,coperte la fronte di gemme ed abbigliatecon la più squisita eleganza , andarne sue giù passeggiando, seguite da serviavvolti nelle più ricche assise di gala ,nel bel mezzo dqlla calca piu fitta ; por-

gendo per tal guisa lidea delle festecarnascialesche in cui lorgoglio degrandinon disdegna di mescersi colle classi daloro chiamate inferiori.

« Io mi fermai presso alla fonte ondein solitario raccoglimento godermi lin-solita scena. Il fragor delle acque lanciatein alto dai finti mostri, e il folto deglialberi che la ombrano da cui trasparivaun cielo tempestato di stelle , e più colài lumi all' infinito sparsi, e le risplen-denti botteghe , e il ricco aspetto dellesfarzose dame, e quello più giojoso dellefanciulle del popolo , adorne di semplicigrazie, e il ronzio della calca, e la not-turna ora, e la bacchica gioja de' molti,mingombrarono la mente dimmaginivivaci e leggiadre ; cosi che trasportatoio mi credei col pensiero in quelle ma-gnifiche fiere che nel voluttuoso Orientesoleano, durante la stagione^ delle rose,tenersi entro a recinti de gelosi serragli,a dissipar la noia delle vezzose Sultane,o a celebrare il trionfo di qualche felicebellezza sopra il cuore di que' despotiinfastiditi. (*)

Ecco ora come il sig. Giuseppe Sacellidescrive la stessa fiera nel 1 835.

« La più gran fiera di Lombardia , oper dir meglio di tutta Italia , è quellache densi ogni anno a Bergamo , dal 2®agosto all8 settembre. Considerata com espettacolo di operosità mercantile e i°'dustriale, presenta una di quelle sceneche restano impresse per tutta la vita.

« Bisogna partire da Milano in velo'cifero e percorrere di buon mattino 1*bellissima strada che conduce alle faldedegli ubertosi poggi di Bergamo : tllttaquella via è battuta da migliaja di cocchi,

(*) Davide Bertololli, Peregrinazioni .