nal mente nelle trincee del T e del Mi-gliaretto.
« Tutte queste difese fanno la fortezzadi Mantova , ma più ancora 1’ aria pesti-lente, che massimamente ai tempi caldirende quei luoghi insani per le febbri eper le molte morti, e fa le stanze peri-colosissime, principalmente ai forestieri,non assuefatti alla natura di quel cielo.Non è però che nel complesso delle rac-contate fortificazioni non vi sia una partedi debolezza, perchè nè la cittadella nèil forte San Giorgio sono tali, che pos-sano resistere lungo tempo ad un nemico,che validamente e con le debite arti glioppugnasse ; e chi fosse padrone di que-sti due forti, potrebbe con evidente van-taggio battere il corpo della piazza, piùdebole assai da questo lato che da quellodella palude. Male altresì la cittadella sichiama eoa questo nome, poiché non ètale nè per la grandezza nè per la fortez-za, che il presidio di Mantova vi si possaricoverare, nel caso in cui non fosse piùabile a tènere la città. La parte poi diporta Predella , che è pure il lato piùforte, e con più diligenza munito, unasola difesa esteriore 1’ assicura; e questae un opera a corno dominata dall'emi-nenza di Belfiore. Le so l e difese delcorpo della piazza in questa parte sonoil bastione di Sant’Alessi, stimato da tuttifortissimo , e pure troppo più piccolo ,che non bisognerebbe per poter essereguernito del numero di difensori e diartiglierie necessario, e la mezza luna diPradella. L’uno e l’altra poi non sonocoperti, e le loro scarpe s' innalzano tuttesopra l’orizzonte. Oltre a ciò sono con-giunti fra di loro per una cortina lun-ghissima , e perciò male atta ad esseredifesa dai fianchi di quei due bastioni.
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Vero è che per rimediare a questa debo-lezza , sono state sospinte oltre il pelodella cortina, a guisa di due frecce, idue ridotti di terra Nuovo e del Chio-stro ; ma questi due ridotti sono e disito troppo più ristretto e troppo, menoche si converrebbe , sporgenti, e maleanco volti rispetto alla cortina da poteree pel numero dei difensori, e per quellodelle artiglierie , e per la direzione deitiri acconciamente servirle di difesa.
« Nè maggior fortezza appare nellemura di Mantova a mano manca diporta Ceresa , andando verso il lago in-feriore, perchè quivi eccettuato un de-bole torrione a guisa d’orecchione con-giunto alla cortina, e tre piccole e bassepuute di bastioni niuna difesa si ritrova.Sapevanselo i Francesi , che prima dell’arrivo di Vnrmser, avevano assaltatoquesta parte, e già tanto si erano condottiavanti, che, aperta la breccia, stavano inpunto di entrarvi. A tutto questo pen-sando Bonaparte, era venuto in questaopinione , che in venti giorni di trinceaaperta si potesse prender Mantova , eda questa piazza anteponeva, per la for-tezza , quella di Pizzigliettone. Avevaanche fatto disegno d’ impadronirseneper un assalto notturno ed inopinato conattraversare il lago sopra barche, che atal uopo aveva fatto apprestare. Avver-tiva però, che la riuscita di queste fazioninotturne dipende da un gridare di canio di oche. Seguita da tutto ciò, che l'op-pugnazione da questa parte non è tantomalagevole, quanto porta la fama.
«A questo si aggiunge, che quello chea prima vista pare constituire il princi-pale fondamento della difesa, ne fa ap-punto la debilitazione, e questa cagionesono gli stretti argini per cui il nemico