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debbe necessariamente passare per arri-vare alla città ; imperciocché siccome ipiu efficaci mezzi per ritardar le oppu-gnazioni e per prolungar la difesa dellepiazze sono le sortite forti degli assediati,che rovinano le opere degli assediami,così questi argini, rendendo le sortitepiù difficili nuocono alla difesa 5 perchédovendo gli assediati uscire, e passare perun luogo certo, stretto e lungo, facile cosaè agli assedianti di scoprirgli, e di com-battergli quando escono, ed innanzi chesopraggiungano loro addosso. La qualefacilita è anche più grande a Mantova che in altre piazze, a cagione che perle acque del lago possono agevolmentepervenire al campo degli assediatori irapportatori e le novelle. Questa naturadei luoghi è cagione, che con pochegenti si può fare, se non la oppu-gnazione, almeno 1 ’ assedio di Mantova ,perchè il nemico, senza che sia in neces-sità di circuire tutta la piazza, ponendosisolamente, e facendosi forte alle puntedei ponti e degli argini, verrà facilmentea capo di ridurre il presidio alla neces-sità di capitolare per mancanza di vitto.Quindi è vero quello eh’ era solito direBuonaparte, il quale se ne intendeva,che con settemila soldati se ne possonobloccar dentro Mantova ventimila. Perla qual cosa si vede, che se nuoce agliassaltatori l’aria infetta di miasmi pesti-feri , nuoce ai difensori la fame facil-mente indotta. Tutti questi accidenti edi sito e di natura e di arte, ope-rarono a vicenda ed efficacemente onegli assedj, o nelle oppugnazioni diMantova . *>
Alcuni eruditi amanti delle rnaravi-gliose origini, pretendono che Mantova tragga il nome da Manto, divinatrice
figliuola di Tiresia , Tebano. (*) L’ opi-nione però più ragionevole, o più comune,fa derivare la sua fondazione dagli Etru-schi. Evvi anzi chi sostiene essere stataMantova la capitale degli Etruschi, stan-ziati di qua dall’Apennino, al tempoche nella superiore Italia il loro imperiosplendidamente fioriva.
« Mantova , scrive il Sartorio, anti-chissima città lombarda , giace a’ gradi45 0 81’ di latitudine N. ed a gradi 28°28' 3 " di longitudine, presso la destrariva del Mincio, le cui acque medianteben disposte chiuse arginature intera-mente la circondano e formano unadelle più agguerrite fortezze che si tro-vino nell’alta Italia . Signoreggiata davarii conti soltanto dopo la morte dellafamosa contessa Matilde cominciò ella areggersi a comune. Le civili discordiesorte in Mantova nel xm secolo la feceroricadere nelle mani dei Bonacolsi, i qualise ne insignorirono nel 12^5, ma dopocinquantatrè anni di assoluto governodovettero cedere il potere ai Gonzagache sotto il titolo di marchesi e poi diduchi ne tennero il dominio sino al 1707in cui essa venne aggregata agli statiaustriaci. Col trattato di Luneville ( 9febbrajo 1801) Mantova fu di bel nuovoaggiunta al territorio della repubblica
(*) Dante cosi canta di essa :
Quindi passando la vergine crudaVide terra nel mezzo del pantano,Senza coltura e d’abitanti nuda.
Li per fuggire ogni consorzio umanoRistette co’ suoi servi a far su’ arti,
£ visse, e vi lasciò suo corpo vano.
Gli uotnìni poi che’ntorno erano spartiS* accolsero a quel luogo eh’ era fortePer lo pantan ch’avca da tutte partì.
Fèr la città sovra quell* ossa morte jE per colei che’l luogo prima elesseMantova l’appellar senz’altra sorte.