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4 (1837) Regno Lombardo-veneto e minori stati vicini / per cura di D. B. [Davide Bertolotti]
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L 5 ITALIA

iSS

Francesco usò dei paterni tesori perravvivare il commercio ed accrescerela popolazione scemata dalle pestilenze(i382). Mantova divenuta sotto di luilasilo di tutti i profughi della Lom-bardia , giunse a un alto grado di prospe-rità. Giovanni Francesco di lui succes-sore, ottenne fama di gran capitano nelleguerre tra Filippo e Maria e i Vene-ziani ; combattè per essi finché, ucciso ilCarmagnola suo amico, si unì col Vis-conti. Egli protesse le lettere, e affidò1 educazione de' suoi figli al famosoVittorino da Feltre . Valenti capitani eprotettori delle lettere furono anche Lui-gi III e i di lui successori, i quali favo-rendo il commercio, accrebbero vieppiùla ricchezza e la potenza della loro fami-glia , la quale pervenne all auge del suosplendore sotto Federico II . Le funesteguerre tra i Francesi e gli Spagnuoli,che sconvolsero tanti Stati dItalia , tor-narono invece proficue ai Gonzaga. Fe-derico II , abbracciato il partito spagnuo-lo, combattè con gran valore per esso ;Carlo V uscito vincitore da quella ten-zone e incoronato imperatore da Cle-mente VII in Bologna , pensò a rimune-rarlo. Venuto quindi a Mantova 1 annomedesimo (i53o), considerando i meritied il valore di 1" ederico Gonzaga, lo fece

di marchese duca.così a suon di

trombe esso Federico fu pubblicato ducadi Mantova .

« Un vantaggio più reale fu lacquistodel Monferrato, feudo posseduto daiPaleoioghi, discendenti dagli ultimi Im-peratori d Oriente. Bonifacio marchesedi Monferrato mori nel i53i sul fiordell età e morto essendo poco dopo suozio Giorgio, altri eredi non rimasero chedue sorelle, la maggiore delle quali era

moglie di Federico Gonzaga . Questi misein campo le sue pretensioni, e nel i536ottenne da Carlo V il possesso del Mon-ferrato. Ma lingrandimento della fami-glia Gonzaga fu piuttosto apparente chereale, perchè divenuti gli Spagnuoli asso-luti padroni di quasi tutta lItalia , per-dettero eglino ogni politica influenza.Tutta la storia di questi principi, dice ilSismondi, non versa che intorno allesplendide accoglienze fatte da loro aiSovrani che viaggiavano pel Mantovano e pel Monferrato, intorno ai loro proprjviaggi, ed ai pochi sussidj dati agli Im-peratori per fare la guerra ai Turchi.Perduti affatto nelle dissolutezze, e datiad un lusso smoderato, oppressero i lorosudditi con gravose imposte, e si meri-tarono 1 universale disprezzo. VincenzoII morì nel 1627 senza figli; a lui suc-cedette Carlo I del ramo dei Gonzaghiduchi di Nevers.

« La signoria di un principe francese nel cuor dell Italia ingelosì e il ducadi Savoja e limperatore Ferdinando II ,che gli dichiararono la guerra, nota sottoil nome di guerra del Monferrato. IlMantovano fu invaso dagli Imperiali che

10 trattarono con una ferocia che spa-ventò tutta lItalia. Mantova sorpresanel i63o dai generali Collabo, AldringereGallas fu abbandonata al saccheggio pertre giorni. Le immense ricchezze di que-sta florida città vennero disperse, e i qua-dri e le statue raccolti dai Gonzaga di-strutti. La peste sopravvenuta ad accre-scere quel disastro rapì una metà dellapopolazione; e Mantova non potè giam-mai risorgere allantico splendore. I * uc 'cessori di Carlo I, infingardi e non cu-ranti le disgrazie dei sudditi, perdettero

11 Monferrato, che dopo varie vicende