REGNO LOMBARDO.VENETO
scendeva dall’Alpi. Al suo venire i Fran-cesi , minori di numero, ne levavanol'assedio con tanta celerità che mancòtempo, non che a trasportare, a distrug-gere le immense artiglierie che muni-vano le trinciere. L’esercito austriacosi avanzava vittorioso ; tutti i nemici deiFrancesi ne salutavano colla speranza iltrionfo ; il Papa ed il re di Napoli ma-turavano il momento di prorompere.
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Ma Bonaparte, «visti gli errori di Wo r-mser, assaltate or 1’ una or 1' altra ledivise squadre imperiali, per tre batta-glie le ruppe , e ritornò all’ assedio diMantova , trovando nelle trinciere granparte de’munimenti colà rimasti; peròche tanto celere fu la vittoria che man-cò tempo al presidio, come poco innanziera mancato agli assediatori, di traspor-tare o distruggere macchine ed opere ».
E SUA PROVINCIA
Antichissima, celebre, ricca, decoratadelle arti belle, e non pertanto poco gio-conda di aspetto, siede Cremona in mez-zo ad ubertose, ma uniformi pianure,presso alla riva sinistra del Po che iviallargandosi ed abbracciando molto ver-deggianti isolette, ha già preso la sem-bianza di padre e re de’ fiumi d’Italia .
La provincia di Cremona è formatadall antico territorio cremonese e daquello di Casal maggiore. La circoscri-vono a settentrione le tre .provincie diBergamo, Brescia e Mantova ; a levantequest* ultima, a mezzogiorno gli stati di
Parma e Piacenza , mercè del Po, fiumeseparatore, ed a ponente la provincia diLodi . È fertile particolarmente in grani,vino, lino, seta, formaggi, miele e cera,ed ha molte manifatture di tele di coto-ne, e di filo, e di cremortartaro. Si dividenei distretti di Soncino, Soresina, Pizzi-ghettone, Robecco, Pieve d’ Olmi, Ca-salmaggiore, Piadena e Pozzuolo.
Il sig. Vincenzo Lancetti , illustre let-terato cremonese, ha testé descritto Cro-
t* IT AL. Voi iv,
mona e la sua provincia in una Guida,d’Italia , da lui compilata. Noi riporte-remo , con pochi mutamenti, la sua de-scrizione.
« Fu Cremona sede d’una Lucumonlaal tempo degli Etrusci . La ebbero posciai Galli , e tra questi i Cenomani. Venutain mano ai Romani, e dalle continueguerre dilaniata e guasta, questi vi ad-dussero una numerosa colonia, che do-vettero rinnovare più tardi, e che fuascritta alla tribù Aniese. Nella discordiade’Triumviri, Cremona presidiata dagliAntoniani, fu costretta seguire le partidi Antonio. Quanto sangue in quell’ oc-casione vi fosse sparso leggasi in Tacito jma fu anche peggiore il dono che Otta-viano far volle a’ suoi veterani de’campicremonesi, togliendoli ai proprietarj ; eforse un cremonese ne fu il distributore,il quale stimò di allargarsi sui terrenimantovani, spogliando perciò del sue*patrimonio il buon Virgilio, che poiscrisse quel celebre verso :
Manina veli oiniium miserae vicina Crvmonae !,
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