Buch 
4 (1837) Regno Lombardo-veneto e minori stati vicini / per cura di D. B. [Davide Bertolotti]
Entstehung
Seite
162
JPEG-Download
 

*ea L'ITALIA

Nella invasione Longobardica Cremona oppose una resistenza ostinata, cosic-ché Agilulfo , risoluto di punirnela, viriuscì, distrusse la città, e ne cacciò gliabitanti, i quali in quell occasione,giusta il parere di alcuni, edificarono ov-vero ampliarono Crema. La generosaTeodelinda li rimandò, ed essi rifabbri-carono più grande e più bella la cittàloro. Nelle dispute insorte tra i succes-sori di Carlo Magno , la maggior partedelle città dItalia rimasero abbandonateal proprio destino, e quindi si governa-rou da. Le emulazioni e i partiti lemisero in discordia fra loro. Quale ub-bidiva all'autorità pontificia, quale allaimperiale. Cremona stette coll impero.Federico I assai si giovò delle milizie dilei per vendicarsi de' Milanesi, ed ellaassai di lui si giovò per vendicarsi deiCremaschi. Il favore di quel monarcapei Cremonesi giunse ad accordar loroil diritto di batter moneta, e ad innalzarGuido Crema, loro concittadino, alla di-gnità pontificia, nel funesto scisma diquetempi. Abusò Federico della suafortuna, e oppresse con mano di ferroanche gli amici, che perciò lo abbando-narono. Avvenne allora la lega Lom-barda, che si conchiuse nel monastero diPontida, della quale fu principale autoreAnseimo Dovara cremonese. Allora ven-nero restituiti i Milanesi alla patria loroda quei medesimi che prima concorseroa cacciameli. La pace di Costanza dovelo stesso Anseimo tanto figurò, diederiposo all' Italia , ma risvegliò le anticherivalità. Cremona in preda alle civili di-scordie , malmenata da ricchi e faziosicittadini, munita ad ogni passo di forti-ficazioni e di torri spettanti ai privati,giunse persino a formare due città, una

guelfa ed una ghibellina, cui serviva diseparazione il fiumicello che in mezzo lescorre, detto la Cremonella. Finì quindiad essere signoreggiata da Umberto Pal-lavicino, da un Ponzoni, dai Cavalcabò,dal Fondulo , che la cedette a FilippoM. Visconti . Questi la assegnò in dotea Bianca Maria sua figlia , sposatasi aFrancesco Sforsa. Dallora in poi seguìla sorte di Milano del cui ducato feparte.

« Antichi e magnifici edifizj sorgonoin Cremona , quai sono il Duomo, fabbri-cato al principio del duodecimo secolo, ilTorrazzo eretto nell'ottavo (che è la piùalta torre d'Italia), e il Battistero , operadel secolo decimo, di eguali al quale settesoli ve nha in Italia , nessuno fuori. Deipalazzi sono i più distinti il Civico,quello degli AfTaitati (ora dei ReligiosiOspitalieri *, delti Fate-bene-fratelli ) ,quello del Vescovo, innalzato da mon-signor Offredi testé defunto, quello deiTreccili, quello de Vidoni (già Raimon-di), i palazzi Pallavicino (già Zaccaria ),Stanga (già Silva), Persichelli, Archin-to, ecc. E vistosi edifici pur sono ilTeatro, 1' Ospedale, il Monte di pietà ,il pubblico Macello, le porte della città.Che se (oltre l'architettura) vuoisi lapittura ammirare e la scoltura , noi ciristringeremo a dire che il Duomo , S.Pietro, S. Domenico, S. Agostino e S-Sigismondo fuori della città, sono altret-tante pinacoteche, le cui ricchezze de-bonsi visitare scortati da chi ne conosceil pregio. Nulla diremo delle privategallerie, che molte pur ve n ha , percheo non si conoscono partitamente, o vannosoggette a continue mutazioni. Tutte lebelle arti coltivarono in ogni tempo 1Cremonesi , ma più di tutte la pittura ela musica. Altobello Melone , due So-,