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4 (1837) Regno Lombardo-veneto e minori stati vicini / per cura di D. B. [Davide Bertolotti]
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LITALIA

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scovo di Lodi Nocerio nel ioa 5 , egli vielesse per successore Ambrogio Arluno,canonico milanese. Lo riGutarono queicittadini -, ma Ariberto strinse d'assedioLodi , e li forzò ad accettarlo, giurandofede nelle sue mani, giusta la frase diquetempi:-il perché una tanta di-scordia nacque fra i Milanesi e loro, chefurono fatti perpetui nemici.

« I Lodigiani abbracciarono la causadei fuorusciti Milanesi, scacciati dallAr-civescovo , e gli ajularono a fabbricaretra Lodi e Milano un castello detto laMotta, nome che assunse quella fazione.Da quell epoca le ostilità continuaronofra i due popoli, che gli incendj, le de-vastazioni e le alterne stragi rendevanonemici implacabili. I Lodigiani, uniti aiCremonesi, mossero guerra ai Bresciani,coi quali stavano alleati i Milanesi. Sivenne a battaglia sul Gume Oglio (1109)e i primi furono vinti con grande stragedi essi. Insuperbiti da questa vittoria , iMilanesi, sia per isfogar 1 ' odio, sia perviste politiche o per gelosia di commer-cio, risolvettero di minare Lodi . (*) Nel1111 se ne impadronirono a forza, egettarono a terra i principali edificj,sbandandone gli abitanti. I Lodigiani,perduta la patria, si stabilirono in seiborghi adiacenti, e molti andarono ra-minghi per le vicine città, aspettandoqualche favorevole circostanza, per ri-sorgere da quell avvilimento. E questasi offerse loro : Federigo Barbarossa ,asceso al trono nel ii 52 , convocò unadieta de'suoi baroni in Costanza perudire i gravami de' sudditi. Aberardo edHomobuono, lodigiani di bassa condi-

(*) Lodi Defendcntc. Dissertazione sulla storiadi Lodi.

zione che si trovavano per loro affari,s'immaginarono di querelarsi anch essia nome dei concittadini per gli oltraggisofferti dai Milanesi. Con una croce inspalla comparvero in pubblico consiglio,con lagrime ed animate parole imploran-do la clemenza dell'Imperatore : questi,che già mirava a signoreggiare l'Italia ,abbracciò con trasporto loccasione din-tromettersi in que dissidj, e spedì a Mi-lano Sicherio per intimarvi i suoi ordini ;ma esso fu scacciato a furor di popolo.

I Lodigiani, che avevano altamente dis-approvalo il temerario zelo de loro con-cittadini, ciò udendo videro imminentel'estremo eccidio, e i più di essi si tras-ferirono ad estranee contrade.

« Disceso Federigo con poderoso eser-cito in Lombardia nel 11 54 » ricevette ilgiuramento di fedeltà dai Lodigiani, e liprese a proteggere. Ma ritornato eh eifu in Germania , scoppiò terribile la ven-detta dei Milanesi, i quali cominciaronopubblicare un editto che proibiva ai Lo-digiani di vendere e perGno trasportareda un luogo allaltro i loro mobili senzail consenso deMilanesi, sotto pena dellaconGsca e del bando. di ciò contenti,pretesero che tutti quei cittadini dai i 5anni Gno a 100 giurassero di rimaneresoggetti ed eseguire ogni loro comando.Si dissero pronti a giurare i Lodigiani ,salva però la fedeltà che dovevanoa Federigo ; ma i loro imperiosi nemicinon udendo ragioni, mossero contro Lo-di , la circondarono colle loro milizie , edopo un mese di assedio vi entraronovincitori nel maggio ii 58 . La città faabbandonata al saccheggio, e poscia mteramente distrutta col ferro e col fuoco,non rimanendo in piedi che la sola chiesadi S. Bassano: grande fu il numero degl 1