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4 (1837) Regno Lombardo-veneto e minori stati vicini / per cura di D. B. [Davide Bertolotti]
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LUCCA

gusto riunita allEtruria . Nel dominiodei Barbari incominciò a travagliarlalerulo Odoacre , e andò poi soggetta alledure vicende delle altre citta italiche.Ben è vero che fu essa favorita colla re-sidenza di un Duca o Marchese, il qualedall epoca dei re longobardi fin oltre ilXII secolo la governò in nome dei redItalia , poi degli imperatori, estendendoil suo comando (se non sempre, talvoltaalmeno) su Toscana tutta.Dopo lamorte della contessa Matilde fu Lucca tra le prime città che si ressero a comune.Ma nella instituzione dei 5 Consoli postial governo dello Stato nel 1120, furoncauti i Lucchesi di munirsi dell assensoimperiale; compraron poi i diritti suldistretto delle 5 miglia del marcheseGuelfo, e cosi ottennero da Federigo Ilibertà di elezione governativa. Nel se-colo XIII Federigo II e Rodolfo re deiRomani largheggiarono in privilegi a fa-vore di essi, per cui fatti liberi e piùsicuri poteron tenere in freno i viciniPisani, nemici irrequieti ed implacabili.Ma nel secolo XIV cominciò il popolo atumultuare contro i grandi, e li privòdel comando; ciò aperse la strada adUgoccione della Faggiola al possesso diLucca . Se non che per le sue violenzeci ne fu presto cacciato, ed il popoloinvestì allora del supremo potere il prodeCastruccio. Le di lui opre ammirandesono ben conte ; per esse ei procacciossiil titolo di duca di Lucca e di vicario im-periale, e se morte immatura non lo avessenel i 328 rapito a tanta gloria, larepub-blica fiorentina avrebbe forse dovutosoccombere. Ma Lodovico il Bavaro spo-gliò proditoriamente il figlio dellamicoCastruccio del ducato ; le sue bande im-periali lo venderono poi a Gherardo

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Spinola, maggiore offerente; i Fiorentinipretesero allora di toglierlo a quel Ghi-bellino genovese, ma sopravvenne reGiovanni di Boemia , e cacciò lui chelavea chiamato in soccorso e i Fioren-tini. Lucca allora divenne bersaglio agliusurpatori; chè il Re boemo la diè inpegno ai Rossi di Parma ; a questi vennecarpita con violenza da Mastino della Scala , ed egli la vendè dopo sei anni aiFiorentini. Gli emuli Pisani accorserotosto a impedirne il possesso, e per forzadarmi ne restarono essi i padroni, fin-ché limperatore Carlo IV eccitato dallepreghiere e più dall oro dei Lucchesi,non ebbe rivendicata la loro libertà. Ciòavvenne nel 1370; ma i torbidi interniincominciarono allora a suscitarsi ed agi-tarono la capitale e lo stato per tutto ilrimanente di quel secolo. Paolo Guinigi ,fatto accorto dal bisogno della pubblicaquiete, simpadronì nel 1400 del governoe dominò da signore assoluto fino al i 43 o;anno in cui fu fatto prigione dagli stessiLucchesi, i quali proclamarono di nuovola repubblica popolare, sostenuti dallearmi di Nicolò Piccinino , che rese vanii nuovi tentavi fatti dai Fiorentini perinsignorirsi di Lucca . Una legge del* 556 , promossa da Martino Bernardini,restrinse il governo popolare, escluden-done gli stranieri e quei del contado. Undecreto del 1628 cambiò al tutto la de-mocrazia in repubblica aristocratica ; laqual si mantenne fino al gennajo 1799.-Fu allora proclamata di nuovo la demo-crazia dai Francesi. Sei mesi dopo furonoespulsi dai Tedeschi che governaronoper un anno. Nel luglio del 1800 ricom-parvero i Francesi per mesi duo; quindii Tedeschi nel settembre successivo ; fi-nalmente i Francesi nellottobre dellanno