C.tlon* efreddo.
7 °
ce della diversità delle piante clic abitano le loro Alpi a rispettive in alcune modificazioni della temperatura« particolare a ciascheduna. Ho già dimostrato nellaa mia Flora di Laponia , la temperatura dell’inverno« ed il di lui freddo più o meno intenso non averecc clie una piccolissima influenza (se pure può far-ti seue conto ) sulle piante. Egli è sommamente ve--cc rosimile, la vita di queste essere d’inverno così so-a spesa, die non serbano più calore proprio , ed« in tal caso riuscir loro indifferente un grado ditt freddo più o meno acuto. Noi abbiamo veduto 7a pei esempio , la betula conservare le sue gemmea ed i suoi rampolli a Enontexis in Laponia , dovea la temperatura media discende per dieci giorni di<t seguito sino a ■— 17 5 (R), temperatura a cui de-tt vono riuscire in fine anche le piante perdendo laa loro propria. Dalla sola temperatura della bellaa stagione dipende fuor d’ogni dubbio la vegetazione \a ma questa temperatura ha, secondo i diversi climi,a un grado assoluto che non è sempre lo stesso, eda un cammino diverso : qui, per esempio, opera me-tt diante un’influenza assai lunga, piuttosto che me-li diante la sua intensità: altrove, per mezzo di cal-ti do forte ma poco durevole, provoca una rapi-ti da vegetazione....Noi possiamo stabilire per princi-a pio , che la vegetazione non suol cominciare intt primavera avanti che la temperatura media abbiati tocco il grado ottavo : ciò die nella valle d’ Or-ti sera e nelle altre più montane della Svizzera ac-ci cade verso la metà di maggio. Ma in autunno nonti cessa la vegetazione prima elle la temperatura siaa discesa a 5 gradi , il che nella medesima valle•i c nelle altre simili ha luogo verso la fine di sd-ii tembre Ma bisogna confessare che questa litica