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DELL’ ARCHITETTURA
ma sempre giusto, e meglio. Cosa ben difficile. L’Egit to , la Cina fanno vedere, che il miglioramento è più di-stante dall’invenzione, che questa dalla ignoranza. Si dia un’occhiata a tutte le scienze, ed a tutte le Arti incomincian-do dall’ Agricoltura, e si vedrà palpabile questa verità. L’Architettura sembra nella stessa condizione. Facile est in-ventis addere .
Nella metà di questo nostro secolo si è fatto un cangia-mento ben rimarchevole nelle nostre idee, ed è incontrasta-bil tra noi il progresso di quella sana Filosofìa , la qualenon consiste che nell’ applicazione della ragione ai differentioggetti, su quali ella può esercitarsi. Ond’ è che questo se-colo vien per eccellenza chiamato il secolo della Filosofia .Lo spirito filosofico, contro cui taluni si sono scagliati, co-me distruttore del buon gusto, si estende a tutto. Una Fi-losofia mezzana allontana dal vero, ma una Filosofia ben in-tesa vi conduce. Tuttociò che appartiene, non solo alla no-stra maniera di concepire, ma anche alla nostra maniera disentire, è il vero dominio della Filosofia . Come mai dun-que il vero spirito filosofico può opporsi al buon gusto? E-gli ne è anzi il più fermo appoggio, perchè egli consiste arimontare ai veri principi!, a riconoscere, che ogni Arte hala sua natura propria, ogni cosa il suo particolar colorito,ed il suo carattere j in una parola a non confondere i limi-ti di ciascun genere . Questo spirito filosofico nell’ abbracciar•le belle Arti, ha abbracciata con ispecialità l’Architettura,la quale ne ha ritratto notabil vantaggio, almeno in teori-ca, per la filosofica maniera, come ella è stata trattata dajFrezìer in quella sua bella dissertazione, dall’Algarotti nelsuo sensato Saggio sopra l’Architettura, da Logier in quellesue sagaci osservazioni, da Cordomoy, e da parecchi altri.E maggiore può sperarsi il suo progresso, se si continueràa sottoporre le opere anche migliori de’ nostri Artisti ad ungiudizio severo, a riprender ogni difetro, a rilevarne i pre-gi, ad esiger ch’eglino rendano ragione delle forme, delleproporzioni, degli ornamenti, a spianar le difficoltà dellaTeorica, e ad unire le riflessioni all’esperienza.
Svaniranno così i duri lamenti sopra la decadenza dell’Ar-chitettura . Nè se ora v’ è qualche abbondanza di cattivi