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Tomo primo.
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DELL ARCHITETTURA

astragalo o collarino, onde laltezza totale è y di diametro*Questo capitello ha il difetto dell antico, ed è inoltre mennaturale, e piti pesante.

I piumacci, e le volute del capitello Ionico, non è veri-simile, che rappresentino ricci, e buccoli di chiome donne-sche ; ma bensì cortecce staccate dalla cima del tronco, lequali seccandosi si sono avvolte, e incartocciate. Così gliovoli rappresentano 1 orlo dello stesso tronco, ove la cortec-cia si è in qua e in gonfiata. Quale sia dunque di que-sti tre capitelli il più naturale, il più vago, e il più con-veniente, è facile a conoscersi ; e sembra che ognuno accor-derà la preminènza a quello dello Scamozzi .

Si può nondimeno far uso di ciascuno di questi tre capi-telli, secondo la varie circostanze, nelle quali lArchitettosi trova. Del primo nelle facciate piane, e senza risalti ;del secondo, dove ledificio richiede dei vuoto, e del terzonelle fabbriche gravi.

E'per altro visibile, che il capitello Ionico, e specialmen-te lantico, non è che il Dorico collaggiunta delle volute*

Per la delineazione della voluta, il metodo piò facile, epiù esatto è quello del Vignola (i), corretto da Daviier (z).

Tav. VI. Fig L . Voluta descritta col metodo di Vignola.

Fig. G. Occhio in grande di (letta Voluta .

Descrizione della stessa Vsluta .

Determinata laltezza della Voluta , per esempio a b Fig L, si divide in 8parti; 4 s danno alla parte superiore ag, una allocchio g h , e le altre 3alla parte inferiore hb. Si divide locchio in due parti uguali, e per il pun-to di mezzo si fa passare c d normale alla retta a b. Nellocchio siscriveun quadrato, e si divide, come vedesi nella Fig. G fatto centro nel puntoa si apre il compasso fino ad a , e si descrive un quarto di circolo a a di-poi fatto centro nel punto 2 coll intervallo 2 c si descrive 1 altro quarto ci, e così si procede fintantochfe siano compiuti i tre giri ec., facendo centrosuccessivamente nei punti 3, 4, 5, 6, 7,8,9, io, 11, 12, e servendosidei rispettivi intervalli.

per formare il listello a t, sempre ugnale alla quarta parte della larghezza <*e, si dividono in 4 parti uguali glintervalli decentri j,5 ; 2,6; 3,7; 4.)8;5,9j6j ic>, > e ^ atto centro * n 1 collintervallo i't si descriva il pri-mo quarto t s ; fatto centro in a' coll intervallo 2' si descriva il secondoquadrante spie latto centro successivamente nei punti è, 4, 5' , 6', 7 >8', 9', to', ii', 12' coi rispettivi intervalli, si compia tutto il listello.

(j) Fig. L. Voluta di miglior forma secondo il Daviier.

Fig. A. Occhio di detta voluta .