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Volume primo.
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4 Dell’ Istoria/

ciò nondimeno potè proceder dall’uso degli antichi Rimatori Volgaridi scrivere unito col primo il secondo verso , ed ogni due versi tor-nar da capo : il che truovasi fatto in un sonetto impresso tra le rimedi M, Francesco da Earberino , il qual fiorì circa il jz<?o. nella ma-niera seguente.

Testà d'un'erba , eh'a mm xjntìlina , fa la mia donna gioiosa partire :Testo duri’altra ch'è più menutitia, e gran tastone del meo rez,oìre :Testo dì molta menor peicsolina , sta basto cor in gran donna gradire :Testo che nova foia raglina , caro di flato, bramoso di gire :

T ejlo con testo bagnando fiscura , che move quella per mie zziate contare:Il bel parlare , e l'onesto sembiante. Testo conteftoaltra mainerà adustaChe l'una stmostra , per claro diamante , e l'altr a cela il splendor che iviDi testo en testo ancor z.ià tanto testo ; ( tant’èi

* Che non porti la glosta star mi sesto.

Ed avvi anche le rime del Petrarca date alle stampe dal!' Ubaldini »nelle quali i sonetti sono tutti impresti nella suddetta forma, percioc-ché nellastessa scossegli l'Autore ? (4 ) e oltre a ciò iodio veduto mol-ti Codici ferirti a mano antichissimi in parecchi Librerie, e spezial-mente in quella della chiara memoria del Cardinal Flavio Chigi mioparzialissimo Signore , di rime d’Autori de’primi tempi ; ne’quali ,non pure i Sonetti sono scritti due per due versi, ma le canzoni, ele altre razze de’componimenti, strofe per îstrofe in forma di prosa;* tale è quivi la scrittura delle rime di M» Lapo di Farinata degli li-berti, di Ser Baldo Fiorentino,. di Gian ni Alfani, di Set MonaldodaSofena, di Ser Noffo d’Oltrarno » di Noffo Bonaguida , di MaestroRinuccino, di Jacopo di Cavalcante, di Maestro Ugolino , di Nic-cola Moscia, di Guido Cavalcanti , di Ser Manno, di.Verzellino, diM. Semprebene da Bologna, di Sa ladino,. di M. Polodi Lombardia,di Ser-Moruuccio Fiorentino, di M. Caccia da Castello, e diTerin»da. Castel Fiorentino , del quale porrò qui un Sonetto nella forma,,che scritto si truova; e ferva egli per tutti.gli altri.

Se vi stringeste quanto dite amore che vi metteste in dubbio dì fini taPio stareste lontano dal Segnare Atester Onesto che vi può dar vitaf r oì pastar est e per lo mar maggiore non che per li al pi channo via speditaPer rallegrar di gioia il vostre chore della-veduta c-hemme nonnaita :jìnzi mi fa maggiormente dolere chi non posto trovar guado, ne, pontiCha la mia Donna gir posta 0 'mandare-. Che maggior pena non fi po avereChe veder tacque delle chiatte fonti e aver sete e non poterne bere .altramente può star la faccenda ; imperciocché, se estuasse l’opi-nione del Colocci, i versi di Curilo non sarebbono nè versi , nè pròsa, essendo di sillabe quindici, senza armonia, e senzagrazia r. i! chenon debbe assennarsi, quando ecci modo di poter salvare il giudiziodell’autore.. Ma per togliere ogni difficoltà, e far vedere , che Crul-lo compose la, detta Cantilena di versetti j, reggasi lo stesso Allacci ,

* il qua-.

( 4 ) la un Petrarca Membranacee, in foglio , eststente appresto Veruditìjst-*» P- 13 - Pier. Caterine Zeno C.R. S, eferitto a’tempi dell’ autore , 0 almenoàrtempì allo, steste -vicini, tutte le sue Rime non solo sono scritte a due verfîpc%agni riga- 5 ma la impone Quel!’antica mio, dolce »>. empio signore contienefo ogni riga tre versi.