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Dell'Istoru
dalle rime raccontate di sopra del dottissimo Angelo Poliziano , !»quale, comechè nel Codice, onde ella è cavata, sia scritta con bar-bara ortografia , giusta il costume degl’ignoranti trascrittori di que*tempi in ciò infelicissimi ; nondimeno io voglio renderla alla vera,usata da i buoni Scrittori, acciocché, più facilmente leggendosi, re-chi colla sua bellezza maggior diletto.
Monti, valli, antri, e colli *-
Pien di fior , [rondi , ed erba ,
Verdi campagne, ombrosi, e folti boschi :
Poggi , eh'ognor piti molli ,
Pà la mia pena acerba,
Struggendo gli occhi nebulosi , < foschi : ' ’
fiume, che par, conoschi
Mio spietato dolore , . -
Si dolce meco pi agni:
Augel, che tiaccompagni,
Ove con noi fi duol, cantando » Amore:fiere, Ninfe, aer' , e venti,
Udite il suon de’trifti miei lamenti,
Cia sette, e sette volteMostra la bella AuroraCinta di gemme orientai sua fronte: -
Le corna ha già raccolte ' “ .
Delia , mentre dimora '
Con T eti il Protei suo dentro il gran some '
Da che il superbo monte '
Non segnò il bianco piedeDi quella Donna altera,
Che'n dolce primavera’ ‘ '
Converte ciò, che tocca, aombra, o vede: '
Qui i fior, qui l'erba nasce '
Da'suoi begli occhi, -e ,poi da’miei fi pasce*
Pascesti del mio pianto . . ' 1
Ogni foglietta lieta, • '
E vanne il fiume pii* superbo in vista iAhimè, deh perché tanto
Quel volto a noi fi vieta, '
Che que ta il Ciel, qual'or pitt ti contristai "
Deh se nessun l’ha vista <
Gii* per l'ombrose valliSceglier tra verdi erbette,
Per tesser ghirlandette ,
/ bianchi, e resti fior, gli azzurri, e gialli.
Prego , che me la 'nsegni
S'egli i , che'n questi boschi pietà regni . " '
Amor, qui la vederne f ‘
Sotto le fresche fronde '
Del vecchio faggio umilmente posarsi » -
Del rimembrar ne tremo , . , '