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Volume primo.
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32
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Zr.

Dell'Istoru

dalle rime raccontate di sopra del dottissimo Angelo Poliziano , !»quale, comechè nel Codice, onde ella è cavata, sia scritta con bar-bara ortografia , giusta il costume degl’ignoranti trascrittori di que*tempi in ciò infelicissimi ; nondimeno io voglio renderla alla vera,usata da i buoni Scrittori, acciocché, più facilmente leggendosi, re-chi colla sua bellezza maggior diletto.

Monti, valli, antri, e colli *-

Pien di fior , [rondi , ed erba ,

Verdi campagne, ombrosi, e folti boschi :

Poggi , eh'ognor piti molli ,

Pà la mia pena acerba,

Struggendo gli occhi nebulosi , < foschi : ' ’

fiume, che par, conoschi

Mio spietato dolore , . -

Si dolce meco pi agni:

Augel, che tiaccompagni,

Ove con noi fi duol, cantando » Amore:fiere, Ninfe, aer' , e venti,

Udite il suon de’trifti miei lamenti,

Cia sette, e sette volteMostra la bella AuroraCinta di gemme orientai sua fronte: -

Le corna ha già raccolte ' “ .

Delia , mentre dimora '

Con T eti il Protei suo dentro il gran some '

Da che il superbo monte '

Non segnò il bianco piedeDi quella Donna altera,

Che'n dolce primavera’ ‘ '

Converte ciò, che tocca, aombra, o vede: '

Qui i fior, qui l'erba nasce '

Da'suoi begli occhi, -e ,poi da’miei fi pasce*

Pascesti del mio pianto . . ' 1

Ogni foglietta lieta, • '

E vanne il fiume pii* superbo in vista iAhimè, deh perché tanto

Quel volto a noi fi vieta, '

Che que ta il Ciel, qual'or pitt ti contristai "

Deh se nessun l’ha vista <

Gii* per l'ombrose valliSceglier tra verdi erbette,

Per tesser ghirlandette ,

/ bianchi, e resti fior, gli azzurri, e gialli.

Prego , che me la 'nsegni

S'egli i , che'n questi boschi pietà regni . " '

Amor, qui la vederne f ‘

Sotto le fresche fronde '

Del vecchio faggio umilmente posarsi » -

Del rimembrar ne tremo , . , '