Della Volgar Poesia Lib. L
Ahi come dolce fonde
Facean i bei crìn à'oro al vento sparsi!
Come agghiacciai , confarsiQuando di fiori un nemboVedea rider'intorno( O benedetto giorno )
E pien di rose l'amoroso grembo 1Suo divin portamento
Ritrai tu , Amor: eh'i’per me n'h'o pavento ,,r tenea gli occhi intesi ,
Ammirando, qual suole ,
Corvetto in fonte vagheggiar sua imago.
Gli occhi d'amore accestìGli atti » volto , e parole ,
E 7 canto, che facea di se il Ciel v.ago,
Quel riso, ond'io m'appago,
Ch’arder farebbe i saffi,
Che fa per questa selvaMansueta ogni belva »
E star V acque correnti, Oh t'io trovassiDeiforme, ove i pie muove,l'non avrei del Cielo invidia a Giove,"
Fresco ruscel tremante,
Ove ’l bel piede scalcoBagnar le piacque, o quanto sei felice ìE voi, ramose piante,
Che 'n "questo alpestro balzoD’umor pascete fantica'radice.
Fra quai la mia beatriceSola talor sen viene !
Ahi quanta invidia faggio,
Alto, e muschioso faggio ,
Che sei stato degnato a tanto bene 3Ben de'lieta godersiL'aura, eh'accolse i suoi celesti verstaE'aura i bei versta accolse,
E in grembo a -Dìo gli pose,
Per far goderne tutto il Paradiso ,
Qui ì fior, qui serba colse ,
Di questo spiri le rose,
Queft’aer rassereno col dolce rìso,”
Ve' f acqua, che'l bel visoBagnolle. Oh dove sonaiQual dolcezza mi sfacciCom’venni in tanta paceiChi scorta sài con chi parlo , o ragionaiOnde sì dolce calmaiChe soverchio piacer via caccia falmaìSelvaggia mia Canzone innamorata,
Cresc . Jst. Volsi* Poe fin, T «**»./
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