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Volume primo.
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33
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Della Volgar Poesia Lib. L

Ahi come dolce fonde

Facean i bei crìn à'oro al vento sparsi!

Come agghiacciai , confarsiQuando di fiori un nemboVedea rider'intorno( O benedetto giorno )

E pien di rose l'amoroso grembo 1Suo divin portamento

Ritrai tu , Amor: eh'i’per me n'h'o pavento ,,r tenea gli occhi intesi ,

Ammirando, qual suole ,

Corvetto in fonte vagheggiar sua imago.

Gli occhi d'amore accestìGli atti » volto , e parole ,

E 7 canto, che facea di se il Ciel v.ago,

Quel riso, ond'io m'appago,

Ch’arder farebbe i saffi,

Che fa per questa selvaMansueta ogni belva »

E star V acque correnti, Oh t'io trovassiDeiforme, ove i pie muove,l'non avrei del Cielo invidia a Giove,"

Fresco ruscel tremante,

Ove ’l bel piede scalcoBagnar le piacque, o quanto sei felice ìE voi, ramose piante,

Che 'n "questo alpestro balzoD’umor pascete fantica'radice.

Fra quai la mia beatriceSola talor sen viene !

Ahi quanta invidia faggio,

Alto, e muschioso faggio ,

Che sei stato degnato a tanto bene 3Ben de'lieta godersiL'aura, eh'accolse i suoi celesti verstaE'aura i bei versta accolse,

E in grembo a -Dìo gli pose,

Per far goderne tutto il Paradiso ,

Qui ì fior, qui serba colse ,

Di questo spiri le rose,

Queft’aer rassereno col dolce rìso,”

Ve' f acqua, che'l bel visoBagnolle. Oh dove sonaiQual dolcezza mi sfacciCom’venni in tanta paceiChi scorta sài con chi parlo , o ragionaiOnde sì dolce calmaiChe soverchio piacer via caccia falmaìSelvaggia mia Canzone innamorata,

Cresc . Jst. Volsi* Poe fin, T «**»./

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