50 Dell’Istoria
Al. Io di quante Amor fiamme , e strali avventi'Forse il più grave, e la più ardente ascosaPorto in sen , ne pur provo i tuoi tormenti . ■»
Ma tu qual fancìullin » che a vaga resaStende la man , se lieve punta il fede,
Schivo s'arretra , e tome altra non osa .
Tal mi sembri in amor : Ma se pur fede ,
Sordo alla mia ragion, prestar non vuoi ■■■. < *>, ‘
Ascolta almen ciò, che in mia mente or riede. r . *
Udisti mai Laconì Sai se fra noi
Uom v’ è di lui più saggio , o pur s y altrondePastor d' egual virtude oggi aver puoiEi la dove quel Platano diffonde
LI ombra sua grande a me più volte espose,
Così ciò, eh'egli al vulgo ignaro asconde.
Che Amor mente è del Mondo, e delle cosePrincipio, e vita,, intelligenza, e sfera,
Fabbro delle più belle opre famose.
Che Ciel noti v’ era ancor, ne terra, ed eraConfuso ogni elemento , <e sparso in tuttoTA ombra giacea caliginosa, -e nera-.
Qual piuma lieve al vento, o Nave in fluttoScosto ogni corpo senza fren scorreaAl primo orrore, orror crescendo, e lutto,
Tal del vasto Universo era T Idea .
Quando Amor di la sorse, ove a se notoPago sol di se stesso, in se vivea.
E co i rai dei suo vivo ardore ignoto
Luce imprimendo in questa parte, e in quellaNuovo imprese ne gli Orbi ordine, e moto.
Cessò tosto l'orrore , e di più bella
Fiamma s'accese il Sole; indi a quel lumeApprese a scintillare ogn' altra Stella .
A cenni poi di sì possente NumeSovra » cardini suoi ferma librasteLa terra oltre il suo primo uso, e costume »
Dal letargo in cui giacque allor fi /costeNatura , e vaga de' novelli onoriTutta leggiadra incontra Amor fi moste.
Ed ei prodigo allor de’suoi tesori
LI empiè di gemme , e di oro il grembo , e'I pettoLe ornò di vaghe erbette, e il crin di fiori;
Indi ogn' altro pensier da lui negletto
Ciò , che ha vita or quaggiù con novi vantiPrese di generar cura, e diletto.
Onde in virtù di lui nacquero quanti
Pesci ha il Mar, l'aria augelli, e sere il boscoVarj fra Lor di genio, e di sembianti .
Qual placido , qual rigido , qual fosco ,
Qual.