Dellà Volgar Poesìa tib. L $5
£ i negri occhietti bei chiuder e non chiude jE fa un bel solco al mento, e due nel viso,
O vaga Pastorella, o dolce rìso.
Ales. La Ni fi fa mia {e talor meco è in guerra
China, quando m'incontra i lumi a terra SPoi sdtgnosetta a me gli volge , e gira ,
Poi di pietà gli vesta > e in un sospira.
Così d'ira ). e cCamor- confonde i segni ,
O sospir cari, o cari, e dolci sdegni.
Tir. Hier fù veduta l'Aquila grifagna
Là fra la rupe, e il bosco de gli Allori,
E dove Alfeo nel vicin lago stagna ,
Sta va una torma di Cigni canori .
Oggi ascolto li Buoi per la CampagnaAduggìr pia lieti ; ah temo di mia Clori,
Jo so che i Numi da lo Ciel già scesero,
E per beltà minor tai forme presero.
Ales. Jo et altri nò , ma temo sol quel fonte ,
L'onda di quel ruscello, e di quel fiume’,
Poiché specchiandos’ivi ella la fronte,
Adira il teser di sua beltade,. e il lume ;
E ch'indi poi resa superba, in onteCangi, e'n disdegno il dolce suo costume.
Ben me conosco ; onde il mio picciol merto -E sua virtù, me di lei rende incerto.
Tir. lo so di che ridete, erbe giulive ",
M Girasti vedete,, in. questo rive ,,
Gir arse, piegar seAl suolo,,al poloConfuso, deluso
A più d'un Sol lucente - , al par l'ingannaDi Clori la Capanna, e l'Oriente.
Ales. lò so, perche pensosa in su la,spina
Sta quella vaga rosa umile ,, e china :
S'arresta , modesta ,
Le foglie raccoglie,
Perche ama , e sol brama ,
Che Delia mia la tocchi , e la ristaure,
Più che falba con saure, ella co gli occhi.-Tir. Dimmi qual è quel più di Tigri,,e Pardil .
Adostro crudel, che fra di noi fi giace,
Talpa a i rai, Drago ali’ali, Istrice a i dardiì:
Ales. Qual è il fitnaul, eh'insieme e Veglio audace >,
Che sana allor, che più ferisce un Core,.
Che quando più tormenta allor più piace ?
Tir. Dimmi, e d'Appello havrai vanto maggiora -Come, fi puh d'Uom vivo fare un sontel-Ah! questo il sai, eh'ai visto il mio doloreAles. Ada vedi, là come giulive e pronte
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