74 Dell’ Istoria
E libertate, e me medesmo ho meco .
Così cantando il Pastorello Egone
Cìa per le selve, e d’ognintorno l'EcoGli rispondea dagli antri ; o gran C .... .
E dopo lui il Conte Giulio di Montevecchioda Fano, Zio del Con»te Pompeo Camillo di Montevecchio Cavaliere di singolar gentilezzae d' ogni erudizione, ornatissimo ; e Giovan Francesco Lazzareili daGobbio Proposto della Mirandola , in tale siile; avendo composto ilprimo la sua Scorneide , e il secondo buona parte della sua Cicceide ,immortalarono se stessi ne’ridevoli costumi, che al Mondo fecero pa-lesi , dello S. e di B. A. inteso sotto nome di Don Ciccio , de’qualinoi per loro decoro tacciamo i nomi..Ma disonesto stile vi sono com-ponimenti anche di Cesare Caporali Perugino , graziosissimo , e mo-destissimo Poeta burlesco ( il quale , dopo aver vissuto anni lessiam u-no , mori nel 1601. in Castiglione , appo il Marchese Ascanio dellaCorgna ) come si può riconoscere-da quel Sonetto composto da lui so»pia le. gambe storte ò’un gran Personaggio.
/ più bei fior del Ciel cogliendo anda vaLa genitrice man del nostro stipelle,
_ Mentr' i begli occhi, il bel volto, e le belleVostre fattele a per sett ion recava .
Quinci l 3 oro togliea, quindi predava/fanti lumi, e. le serene stelle,
E 7 puro latte, quelle cose, quelle,
Che degne di tant’opra giudicava.
Quando fra quegli eletti in ParadisoCorse il giudicio., eh' a real fortunaTroppo foran quà giù belleaz^e tante.
Di che venendo al dotto stil l’av-vifo ,
Tosto delle due gambe vostre l’unaTorse a Sett entr ion, f altra a Levante.perlochè a lui converrebbe darsi la gloria dell’invenzione di questo ->stile °
E perché Lodovico Leporeo ne’ nostri tempi pretese d’ esser ^tro-vatore d’ una spezie di Poesia , i cui versi contengono in se moltedesinenze or medesime , ed or simili unitamente collocate, che da,lui, che vi scrisse un grosso volume di sonetti, e canzoni , prese no-me di Leporeambica ; prima di chiudere il presente Libro , non sarà .fuor di proposito dire,di essa qualche cosa; imperciocché ella, ancor-ché sia insipida , e noiosa invenzione , e di troppo aggravante il di-ritto giudizio degl’ intendenti, non é già imtenzion moderna , e delLeporeo ; ma bene antica , e da parecchi del primo secolo messa in ■uso , ed egualmente derivante dalle’ figure Omioteleuton , e Omior-toton dette di sopra : e tralasciato l’esempio , che potrebbe addursi ».della Canzone del terreno Amore di Guido Cavalcanti sparsa a larga 1mano di voci nella medesima guisa desinenti in mezzo a i versi»
Donna mi prega perche voglio direD'un accidente, che sovente, e fero C ‘Te.odasi un Sonetto di Pisciandone Martello da Pisa, che fiorì in tem-po di