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Volume primo.
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94
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(a) toc. cìt,fag. 238.

(b) Lib. 1.t*S- 2.

{c) lo.Cara-tri nel. Rhyth-mìe. Epist. a,pag. 5.

( d ) Medita-ti on, -cap. 26

94 De’ Comentavj Intorno Ali’ Istoria

lando apertamente il Petrarca dei solo uso del rimare , il quale puòben’essere, che prima , se tion contemporaneamente , si prendesse dai Siciliani , i quali erano più vicini a’Greci-, e possedevano , e par-lavano sì la Greca , che la Latina Lingua , come afferma il medesi-mo Castelvetro ( a ) dalle quali Lingue erano state assai prima ma-neggiate le rime, ( 24) cuffie apparisce da gli antichissimi Versi Leo-nini, ■■( 25 ) e da Difficili rimati , che erano in uso tra i Greci, secon-do il Colocci riferito nella nostra Istoria (b) Dicemmo Nasceste, cioèprendesse piede , e vigore , perche il Nascimento della Poesia rimatanon può prendersi dal cantacchiar versetti, e dalPaccozzar rime, chefa il Volgo nella sua Lingua natia : stimando noi , che in ogni tem-po dalla venuta d’Adamo nel .Mondo ciò si sia fatto ; imperocchéabbiamo , che avanci Omero , non v’essendo fermezza di quantità disillabe , solo rimmicaraente si facevano i versi , come vuole il (A)[Caramuello( c ) e appresso i Latini, v’è tra le altre cose de’primi Se-coli dalla Nascita di Cristo un’Inno di S. Agostino ( 26 ) il qual sto-ri circa Panno 420. che incomincia Ad perenni: Mitre fontem &c. nelquale fono molto rime (d)

Abest

( 24) Due maniere dì Rime abbiamo osservato essere state praticate ne’versLatini , la più semplice e più antica delle quali consisteva nella sola ultimasllaba sull'andare della nostra rima tronca , .■benché non rendesse ella una si-mile armonia per estere’la lingua Latina priva di voci di più sillabe accentatesull'ultima e laltra conssente nelle due ultime, laprima delle quali esten-do lunga corrispondeva alla nostra rima piana , e breve essendo formava una ri-ma sdrucciola imperfetta . Che rima fosse creduta anche quella di una sol a sl-laba ne abbiamo una chiara riprova (tal vederla adoperata non solo ne’ primitempi , ma anche ne’secoli più basti , doppoichì era giù introdotta l’altra di due je ce ne somministrano gli efempj Teodolo nella sua Egloga citata di sopra apag. 12. e Papere d’altri, che fiorirono avanti , e dopo di lui. Di questo generedi rima sono que’quattro vers criticati, ed inseriti da Persio ( morto l’annoVIU. di Nerone, e 62. dell’Era volgare) nella sua prima Satira :

Torva Mimalloaeis implerunt cornila bombis,-Et raptum vitulo caput ablaturasuperboBastâris, & lyncem Maenas flexura corymbis,

Evion ingemmar: separabili assonar 'Echo.col fondamento de’qudli vogliono alcuni -, che allora sosterà introdotte le rimene’vers latini, dicendos da’ Comentatori -, che que’ vers sano tratti da unaTragedia composa , 0 almeno recitata da Nerone-, e che per Vaffettatone del-la rima sano condannati da Per fio. Ma oltreché , come avverte saggiamen-te il Co, Camillo Silvestri nel suo Giù venale , e Persio volgarizzati , inPadova 17x1. in 4. a pag.769. postone questi vers credersi riprovati per altro ,che per la rima ricercata , pare astai stravagante, che niun’altro degli Autoricontemporanei , 0 de’ tempi vicini non abbia fatto montone di una smile no-vità ; il che naturalmente averebbe dovuto seguire , se tutta quell opera fossestata composta di questa maniera. Che se altri simili vers non vi furono, nonpuò dirsi che alloraqueso modo di comporre prendesse piede , e vigore*, pervalers delle parole del Crefcimbeni tanto più che dopo quel tempo sino versoil 400. non se ne traevano altri esempi . Ben ciò s può asserire del tempo diSant’Ambrogio, negham del quale sampati nel Corpus Veterum Poetarumlatinorum, a /x^.1563, e seguenti della risampa fattane ali Aja nel 1721.in fogl. ed altrove , oltre molte rime, e di una , e di due sillabe , sparse quae la ser.va regola, s legge ITfno Xlll, {che è il più antico componimento di tal