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Della Volgar Poesia VoLL Lib.L j>j
jibest limus, deesifimus, lues nulla cernituraHyems horrens » astas tarrens ilLic mrtquam favmit ..silos- perpetuus r ostar um ver agit perpetuam i '
Gaudent Mia,. rubefcit croctts , sudai batsamum .yìrent prata,, vernane fata, rivi mellit, injluunt &c.^
E dopo i Greci, e i Latini l’ebbero gli Arabi,, perciocché l’Alcoranoin Arabico fu. composto da. Macometto in. rima , come riferisce Gio-
t . G. 4 vanni
fatta da noi veduto) costantemente, e ad arte rimato dì due in due versi , co-me ne'quattro seguenti ,. che sono i primi :
Chorus novae Hierusalem-Novam meli dulcedinemPromat colens cura. sobriis.
Paschale testam gaudiis -
e collo stesso ordine di rime non interrotto segue per altre cinque simili strofe »Similmente nel medesimo libro a pag^ 1579.. avverte un altro di S. Damalo, chestori JO., anni dopo ,. rimato nella stoffa guisa , e- nella Biblioth.. SS., Patrumsol. ed. Lugduni. 1677. tom. XIl. pag. j6. F trova un ritmodiS. Colomba-rio Abate , che visse intorno al 590. nel quale benché con qualche incostanza,e l’una e l’altra sorta di. rime fi vede adoperata '.
Mundus iste transit, SeQuotidie decrescit,
Nemo* vivens manebifcNullus vivus remanfìt, Scc..
Ma sarebbe un mai non finire ,. se di tutti i ritmi,, che si leggono dal 400. inqua volefft mo far parola basterà qui per ultimo l’offervare , che; questa parolaRhythmus , benché da. essa. derivila, nostra volgare Rima. , non però sempre-significa verst rimati non intendendosi altro per ritmo:,, come dice Beda de Ar-te Metrica riferito dal. dottissimo Sig.March., Scipione Maffei nella; sua Istoriadiplomatica, in Mantova 17*7. in 4.. a.pag.. 1 36 . che verborum modulatacompositio non. metrica catione , sed numero, syllabauun ad judicium au-rium examinata, ut sunt carmina vulgarium poetarum E prima di lui dis-se Quintiliano lib. 9. cap. 4. instit.. Orat. Rhythmi ,, id est numeri spatiotemporum Constant : metra etiam. ordine r ideoque alterimi ( aioèilRitmo)efie quantitatis. videtur, altenun. qualitatis.. Sire temporum , e non syl-labarum', perché a' suoi tempi fi distinguevano, ancora, colla, pronunzia le lun-ghe dalle brevi , come nello: stesso- luogo, egli asserisce -. Longam esse duorum.temporum, brevetti, unius,. etiam pueri sciunt..
(25 ), Circa ì verst. Leonini vedi ciò,, che se n' é detto di sopra a pag. II. eJegg. al che qui- aggiungeremo la. notizia, di un antico Poemetto di circa 400.. ver-si , il quale 0, vero 0 supposto che stasi,, fi legge alla fine., di un libro, intito-lato Achillis MuciiTheatrum).. Bergomi,. typisComini Venturae,, 1596..in 8 '..ed. il titola- del Poemetto é il seguente Moysis Mutii Bergomatis de;rebus, Bergpmensibus. Iustiniani hujus nomini; Secundi Byzantii Imperato-ri (; cujus à secretis, erat ) jussu. conscripcum anno a salute nostra 7 07*che coiì; incomincia
Alme. Deus.Rector, qui Mundi fraenaigubernas,,
Nec finis absque modo. sèdes fluitare superna; -(A )j Li Caramuella riferisce-le Commedie di un TreztisOreco ( Poeta non.nominato, dal Patrizio nella sua. Poetica ); composte- in tìfatta guisa . Ma laiTrezeis non è del; numero, de’Poeti Greci: Antichi e bensfde'tempi modemijstmi %come apparisce dalia. Lettera aLettcri prest/sa. a i. Poeti Antichi Toscani rac-colti dati'Allacci, che a pag.vj. lo chiama Gio. Trttze ..
(16J Basta vedere il luogo citato per acctrgersi dell' abbaglio dell' Autore *,