Della'Volgar Poesìa Vol.L Lib. IL Là
Ma poiché "vago di mirare intornoScorsi le tue bellez.z.e altere , e noveSi restrinse il mio cor d'immenso scorno &c. ( 48 )
Tutto ciò si è fatto intorno al servenrese dâ'nostri Poeti , e moltopiù , se volessimo risguardar le maniere caudate , e dimidiate , dellequali tratta Antonio" di Tempo nella sua Poetica , e le altre moltis-sime maniere sparse per le rime di cinque secoli.- ma per non arrecarnoia al lettore , stimiamo dover bastare quel tanto , che abbiamoscritto nella nostra Istoria , ed*in questa Ampliazione per tutto quel-lo, che si potesse dire d’erudizione intorno a sì fatta Poesia.
• Per chiudere adunque il ragionamento di essa , due altre fole cosediremo, stima risguardante il suo noma, e staltra circa stinvenzionedella perfetta terza rima ; perciocché quanto al nome , siccome ab-biam detto di sopra, tutti stanno chiamata essendo di metro di tre‘versi incatenati insieme , o capitolo, o catena , o terze rime; e soloDante chiamolla canto nella sua Commedia , forse perche , essendo stopera divisa in Cantiche , giudicò , che alla suddivisione convenissepiuttosto quello , che altro nome : ed essendo di metro di quattroversi, sempre ritenne il nome di servenrese . Contuttociò taluno delprincipio del secolo decimosettimo con Granissimo capriccio diede aquesto secondo metro il nome di canzonetta , ed egli fu Gabriella-Amano, dalle cui Rime Amorose abbiam cavato il seguente saggio..
Canto il Tosco miglior di quell’ alloro-Che sol seppe produr frutti d’ onofe
Per onorar fra miei juperbi amori , .
Chi con vittorie in tante-pregio-sale ..
Disse , cred'io ; se P arbor trionfaleNon men de’ Duci onor , che de’ PoetiPerche non ne van tutti alteri , e lietiMa sol colui , che poi trionfa in Roma ..
Poi
( 48) Olire a tutte queste strane maniere non è da, tacersi quella che fi leg-ge in una Raccolta di laude spirituali impresta in Fermo nel' 1595. in ir.nella quale oltre ì capitoli addati di sopra dal Crescimbeni , che hanno un•verso sciolto per cadaun ternario se ne trova uno tuttodìsetlenarj rimato nel-la medesima forma , e nel modo che segue '.:
Io vorrei mutar vita ,
Già lo mio cuor si pente.
Ma che dirada gente:. 1 ?
L’uorn saggio dirà bene, 1
Gli stolti rideranno:
Ma questi che ti sanno &c.
e di questa sorta se ne traevano parecchi aliri in quel' libro , fra quali urtaiche termina con un ternario il cui primo verso e di sette , e gli altri due di un-dici sìllabe j e un altro che nel terzo verso termina, con. voci replicate , com»fi scorge-ne’seguenti'.
Ha sua faretra piena, e teso ParcoE grida- il mondo per mar e per terraAli’arme ali’arme guerra guerra, guerra!
Et io, che ’i cor ferito ognor mi sento.
E sua nequizia tutto mi dissacePiangendo grido pace pace pace
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