Della Volgar Poesia Voi. I. Lib. II. 17*
Std to troverìa di mia dista gittatePiù ìndignitate aliate me tenire ,
Che s'io havire dovire imperiato .
Tra quei de’tempi un poco più badi uno ve n’ è di Folgore da SanGemignano, in mezzo d’ogni verso del quale si ripete sempre la stes-sa parola , che è posta in mezzo del primo , formandosi d'ella , qua-si una rima continuante fino al fine.
( a ) Fier de virtù fi è gentil cor ai.0E frutto de virtù fi è honereE vaso de virtù fi è valoreE nome de virtù è huomo sazo .
E spicco de virtù non vede oltrazvE viso de virtù claro coloreEt amor de virtù buon servitoreE dono de virtù dolce lignazo,
E loco de virtù e cegnoscenzaE sezo de virtù amor realeE poder de virtù è sofferenza;
E opera de virtù esser liale
E brazo de virtù bella acoglenzaTutta virtù i rendere ben per male-.
Anche nel secolo decimosesto, che per altro fu affai schifo di sì fat-te scempiate vaghezze-, si va trovando di loro alcuno esempio , e par-ticolarmente tra le Rime d’Antonio Mimurno, di Domenico Verne-rò, del Cieco d'Adria, e di Bernardino Baldi, i quali si dilettaron so-vente d’immitar gli Antichi in questa faccenda . Noi , perciocché ilLettore può soddisfarsi appieno colla lezione di quelle , potrem quiquattro fole maniere d’aggiunger rime a’sonetti, tolte da’mentovatiBooti : la prima è del Mmtitrno, il quale spello fa i quadernari, nondi due rime , secondo al solito ; ma di quattro » e i terzetti altresìacconcia alla stessa foggia.
Chi vuol veder le rade-, e pellegrineCare gemme raccolte in una pietra ,
E quante grazie il Ciel largo destine ,
Adiri questa leggiadra, e ricca pietra .
E'un vago , verde , e lucido smeraldo ,
E d’ardente pìropo ha l' alte, e fanteLuci, ma d un diaspro, s esun diamanteA be' colpi amorosi il cor già saldo .
Com’una nuova, dolce calamitàMove il cor lasso al faticoso poggi»
Questa d’amor colonna , e di mia vitaIndi la bella mia fiamma deriva
Quasi d’un'aspra selce, & ivi appoggi»
Me freddo, pietra morta, in pietra viva.
L'altra è del Vernerò, (53) e soverchio vien lodata dall’Atanagi,
'' nella
,0 :
(Sj) A imitazione del Vernerò uno ne fece ti Fiamma, (he è a car.zyî, deUle sue Rime spirituali dì prima impressone , e comincia ;
Ad vivo fole » a'que' celesti ardori
fa) Raeeoî.■Allacci pag,3 * 5 .