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LL4 De’Comentar] Intorno Ali’Istoria
E vesserò già suona r '
. Non è egli ancor nona : ' ' (
Odi, Odi
Il Lusignuol, che cantal
Pia bel ve, site bel v'e\ - ' •
Jo sento, & non so chic V
O dov’èì 0 dov’èì
In quel cespuglio: ’ t 1
- - Tocca, picchia, ritocca î 1 . •'
Mentre che ’l buffo cresce,
Et una serpe riesce* O me trista, 0 me lassa.
Fuggendo tutte di paura piene ’
Una gran pio va viene,
Qual sdrucciola, qual cade » '
> Qualst punge lo piede;cA terra van ghirlandeTal ciò, cha tolto lascia, e tal per cotti 1Tienfi beata chi pin correr potè.
Sì fiso stetti il dì, eh'io lor mirai,
Ch'io non m'avvidi, e rutto mi bagnai.
Nel secolo xvi. non se ne truova alcuno : ma nel principio ckeksvii. non solamente ne uscirono diversi, annoverati da noi nella no-stra Istoriai ma col proprio nome di Ditirambo, e con maggiore ar-tifizio-, e vaghezza furono maneggiati , avendo i Compositori procu-rato con ogni studio d’immitare eziandio le parole composte de’Greg-ei: il che nella nostra Lingua non e egli molto agevol cosa a riusci-re ; e di ciò si fa inventore Benedetto- Fioretti, che sotto nome àiUdeno- Nisidi , pubblicò un suo Ditirambo intitolato il PolisensoBriaco , il quale n’è ripieno soverchiamente , anzi insino alla noia,e al rincrescimento ; e con. molta più licenza è tessuto di quel , chefi facessero gli stessi Greci ; di modo che egli medesimo lo chiamaMostro- di Poesia in una scrittura impressa col detto Ditirambo nelIII. Volume de’suoi Proginnasmi Poetici dell*edizione del 1695 {a}dicendo. Noi primi adunque senza speciale esempio ne die'Greci, né de*Latini , dopo tanti secoli , abbiamo in questa maschera mostruosa , figu-rato questo mostro di Poesia con gran difficoltà dell’ arte , rispetto allanostra lingua , che non e atta , ne accomodinole a■ partorir simili mo-struosità: e benché poi non così frequenti se ne vedessero j nondime-no di tempo in tempo n’è ito uscendo alcuno , tra i quali assai bellaè, la Mènsa di Bacco di Lodovico Prosperi Velletrano, eccellente Dot-tor di Leggi, ed in questa Poesia molto versato, e riguarievoli an-che sono alcuni di quei di Carlo Marucelli , e di Francesco Mari»Gualterotti, che uscirono alia luce Fanno 1628. e oltre al Bacco delRedi, che è bellissimo, noi ne pubblicammo due tra le nostre Rime,nell’uno de’quali usiamo delle voci- composte ; e nel l'altro quasi affat-to ce ne asteniamo,. '
Dì va