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Volume primo.
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224
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N,

(»} Pag, 164,

LL4 De’Comentar] Intorno Ali’Istoria

E vesserò già suona r '

. Non è egli ancor nona : ' ' (

Odi, Odi

Il Lusignuol, che cantal

Pia bel ve, site bel v'e\ - ' •

Jo sento, & non so chic V

O dov’èì 0 dov’èì

In quel cespuglio: ’ t 1

- - Tocca, picchia, ritocca î 1 . •'

Mentre che ’l buffo cresce,

Et una serpe riesce* O me trista, 0 me lassa.

Fuggendo tutte di paura piene ’

Una gran pio va viene,

Qual sdrucciola, qual cade » '

> Qualst punge lo piede;cA terra van ghirlandeTal ciò, cha tolto lascia, e tal per cotti 1Tienfi beata chi pin correr potè.

Sì fiso stetti il dì, eh'io lor mirai,

Ch'io non m'avvidi, e rutto mi bagnai.

Nel secolo xvi. non se ne truova alcuno : ma nel principio ckeksvii. non solamente ne uscirono diversi, annoverati da noi nella no-stra Istoriai ma col proprio nome di Ditirambo, e con maggiore ar-tifizio-, e vaghezza furono maneggiati , avendo i Compositori procu-rato con ogni studio d’immitare eziandio le parole composte de’Greg-ei: il che nella nostra Lingua non e egli molto agevol cosa a riusci-re ; e di ciò si fa inventore Benedetto- Fioretti, che sotto nome àiUdeno- Nisidi , pubblicò un suo Ditirambo intitolato il PolisensoBriaco , il quale n’è ripieno soverchiamente , anzi insino alla noia,e al rincrescimento ; e con. molta più licenza è tessuto di quel , chefi facessero gli stessi Greci ; di modo che egli medesimo lo chiamaMostro- di Poesia in una scrittura impressa col detto Ditirambo nelIII. Volume de’suoi Proginnasmi Poetici dell*edizione del 1695 {a}dicendo. Noi primi adunque senza speciale esempio ne die'Greci, né de*Latini , dopo tanti secoli , abbiamo in questa maschera mostruosa , figu-rato questo mostro di Poesia con gran difficoltà dell’ arte , rispetto allanostra lingua , che non e atta , ne accomodinole a■ partorir simili mo-struosità: e benché poi non così frequenti se ne vedessero j nondime-no di tempo in tempo n’è ito uscendo alcuno , tra i quali assai bellaè, la Mènsa di Bacco di Lodovico Prosperi Velletrano, eccellente Dot-tor di Leggi, ed in questa Poesia molto versato, e riguarievoli an-che sono alcuni di quei di Carlo Marucelli , e di Francesco Mari»Gualterotti, che uscirono alia luce Fanno 1628. e oltre al Bacco delRedi, che è bellissimo, noi ne pubblicammo due tra le nostre Rime,nell’uno de’quali usiamo delle voci- composte ; e nel l'altro quasi affat-to ce ne asteniamo,. '

Dì va