Band 
Volume primo.
Seite
227
JPEG-Download
 

Della Volgar Poesia Voi. I. Lib. III. ixj

da lui furono pubblicaci 1 ’ anno 1542. nondimeno tra quei del Tasso,che egli pubblicò Tanno 1560. v'è un’oda scrìtta a Donna VittoriaColonna Marchesana di Pescara , la quale morì nelTanno 1546, edella è deh medesimo carattere degl’Inni ; anzi talvolta per Inno po-trebbe averlo fattoi’Autore , il quale confonde le Odi, e gl’Inni ,senza distinguerli co’lor proprj nomi ; e però non può affermarsi, chéil Tasso non ne facesse nel tempo, che ne faceva TAlamanni , e nonavesse potuto farne anche prima. Oc tutti gì’Inni del Tasso, fuorchéil sottoscritto , che porta in fronte il suo proprio nome , sono mes-colati colle Odi, nè possono da altro riconoscersi, che da i loro sug-gerii, essendovene parecchi ind rizzati a Numi, e ad Eroi, a cui pro-priamente si convengono gl' Inni . Il lor carattere ha alquanto delGreco i ma non pienamente, ancorché T Autore molto in ciò si sfor-zasse, dicendo nella lettera scritta al Duca di Savoia, a cui li dedi-ca. Queste mie Ode , ed Inni fatti ad immitazione de’buoni Poeti Gre-ci , e Latini , non quanto al verso , il quale in questa nostra Italiana fa-vella è impojfibile d'immitare , ma nel! invenzione , iteli’ ordine , e nellefigure del parlare -, Il lor metro finalmente è vario : contuttociò ilpiù frequente è di cinque versi , parte ettasillabi -, e parte endecasil-labi, rimati olà in un modo, ed ora inun’altro, per tutti i quali ser-- va un saggio del sequente, intitolato Inno a Venere,

O Giovanette accorte »

‘Ch’ ovunque gli occhi vaghi rivolgete ,paté Ig cose liete ;

E date vita , e morte

In vece del destino, e della sorte »

A voi dico, eh’a sdegno

Havendo di seguir la casta Diva ,

Come chi volge a rivaPiti sicura il suo legno ,

Poneste il pie ne l'amoroso Regno,

E dell’alma d.' Amore

Madre fatte divote , e fide ancelle ,

A le chiare fiammelleDel suo vivace ardoreApriste il molle , e delicato core fPoiché cotanto grate

Le vostre voci fono a questa Dea t

Meco

ogni stanza due, tre, 0 più maniere diversi, come si vede aver fatto Ora-zio » o perché hanno giudicato di non poter immirar i Greci, come dice pu-re Orazio nelle Ode Pindarum quisquìs fludet emulati', o perché di già fos-se tol ta via quella maniera, è quell’uso del Ballo , o qualunque altra chesi fosse la Cagione. Considerando pertanto l’Autore quello eh'egli doves-se immitar piuttosto in quest’Innì suoi, o i Greci con Tesempio delTAla-manni, o i Latini con Tesempio del Sig. Bernardo Tasso di felice memo-ria, ha giudicato Che questa maniera ultima del Tasso sia più comoda, ecabbia alquanto più di gravita Ó'c, Così il mentovato Piammo, a cart, 405.delie sue Rime della prima edizione , e pòco s ii sotto hjsegna eziandio la ra-gione perche Inni ov ver Ode chiamaste egli quelle sue composizioni ,