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Volume primo.
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241
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Della Volgar Poesia Voî.L Lib. III. 241

Così Dante , che fu il primo tra’Toscani ad usar simil voce , divi-dendo la sua Commedia in tre cantiche, o libri, le-parti di ciascunadi esse intitolò Canti , i quali sono tessuti in terza rima ; e cosìLuigi Pulci con essi divise il suo Morgante , che è in ottava rima; elo stesso fecero quasi tutti i Romanzatoti, e iPoeti Epici. Mà là cir-ca la metà del secolo xv. il magnifico Lorenzo de’Medici (a) mise (a) Letter.in ufo certe mascherate , nelle quali rappresentandosi o alcun Trion- memor. delso, o alcuna Arte , s’andava per Firenze cantando d’ogni fona can- Zuiison.par.zoni , ballate, madrigali , e barzellette, attenenti alla faccenda , checolla maschera veniva- inimitata; e a sì fatte Poesie diede egli il nomedi Canti Carnascialeschi , de’quali si legge una vaghissima Raccoltapubblicata Fanno 15 58. da Anton Francesco Orazi ni detto il Lasca,al cui tempo ancor ne durava l’usanza: di modo che il titolo di can-to divenne collettivo , per non dir proprio , d’ogni componimento,purché servisse per le mascherate suddette, delle quali , cioè di quel-le esprimenti alcun Trionfo, abbiam dato di sopra un’esempio di M.

Bernardo Rucellai, in favellando de’Madrigali : ed ora ne daremo un’altro di quelle , che esprimevano qualche Arte , valendoci d’una diM. Pier Francesco Giambullari Gentiluomo Fiorentino , la quale èintitolataci» diUomini Salvan chi , ed è impressa tra i suddettiCanti Carnascialeschi {b) (b) Foglia,

Donne tutti costoro si -

Che salvatichi sono,

Vanno un mestier , eh'a molte cose è buono*

Questi son conciatoriChe concian di ogni tempo gli Animali ;

E Falconi, e Astori,

E Cani , e Gatti, e bestie micidiali :

Che fi vaglion dell'ali:

O di corna, 0 di piedi in quattro, 0 'n dttayO della bocca sua ,

O di altro, ove conoscon â’aver buono „

Del resto dobbiamo- avvertire chiunque legge le Annotazioni diFrancesco Redi al suo Ditirambo del Bacco in Toscana , che trovan-do per entro da esse citato per canti ilTesoretto di Ser Brunetto Poe-ta innanzi Dante, non creda, che ('inventore della divisione per can-ti quegli si fusse : imperocché il testo di tal’Opera datto alle stampeda Federigo Ubaldini ha ben divisione , ma n'tJn già nome alcunoche distingua Pun capo da!!’altro; né il Redi dovette usar quel no-me ad altro fine , che per additare in qualche modo il luogo precisode passi, che allegava, senza che il lettore fusse costretto a legger tut-ta Peperà per ritrovarli.

De ’ Cantici . CAP; XX.

I ^L Cantico, che è un’allegrezza di mente rivolta alle cose, eterne,efpresta con voci , anch’egli s’accomoda ad ogni sorta di Poesia,imperciocché tra gli Antichi fi truovan Cantici di S. Francesco d’

Assisi, che, come altrove abbiam detto, fiorì nel principio del fecol®

XI-II. •