Della Volgar Poesia Voi. I. Lib. IV. 307
che il mio non è : la Tullia di M. Lodovico Martelli , se avesse buo-na 1' anima , come ha bello il corpo , mi parrebbe più che muravi rgliosa , e da potere fiate a petto alle Greche « Di quelle d' Alessan-dro de'Pazjù, homo nobile , e di molte lettere , voglio lasciar giudicaread altri , non mi piacendo ne quella maniera di versi , ne quel modo discrivere senz,a regola ■> e o(servaz,ione alcuna &c. l'Antifone ài M, Lui-gi Alamanni , e le due di M* Lodovtco Dolce sono tradotte dal Greco ,
,il perche non occorre favellarne. Egli è però vero -, che V Orbecche delGiraidi , e l ’Adriana del Cieco d’Adria incontrarono grande applau-so; e meno, che le altre , furon soggette alle critiche; e affai meno>di queste, quelle, che usciron dopo, come il Torrismondo di Torqua-to Tasso, che fu ('ultima tra le famose del secolo xvi. VAcripanda d’
Antonio Decio da Otte coetaneo del Tasso, il Sollmano del ConteProspero Bonarelii, VAristodemo del Conte Carlo de’Dottori, e final-mente il Corradino del Barone Antonio Caraccio , per tacere di moi-ré Tragedie Greche.-, e Latine felicemente voltate in nostro linguag-gio , come tra le altre è VEcuba di Euripidé ridotta in versi volgaridal Gesti, 1’ Edipo Tiranno di Sofocle volgarizzato da Piero degli An-geli da Barga, e da Olfatto Giustiniano , 1 ’ Elettra del medesimo So-focle fatta volgare da E rasino di Valvasone , ed altre in buon nu-mero. Ma sebbene nell’Italianafavella resta tuttavia forse vacante ilprincipalissimo luogo nella Tragedia, nondimeno cotanto in altofono arrivati i nostri Tragici , che molto indietro si lasciano tutte lealtre Nazioni , che dopo la Greca , e la Latina anno atteso a questaspezie di Poesia, di modo che elleno al parer de’più savi, altrettantorimangono inferiori agl’Italiani, quanto gl’Italiani sono vicini a’Gre-ci , e a Latinie le sole Tragedie de! Cardinal Giovanni Delfino digloriosa memoria, se mai usciranno asta luce, saranno bastanti a con-fondere l’altrui invidia , e a mostrar di quanto sia capace il nostro Idio-ma, il quale ben avrebbe per nostro avviso fin dal nascimento di que-sta Poesia toccato il colmo dell’eccellenza di essa , se la/sorte avessevoluto, che suste stata condotta asine da Gio. Batista Amalteo illustreLetterato , e chiarissimo Poeta Greco , Latino , e Volgare del secoloxvi. la sua Tragedia d'Ino , di cui si vede un frammento nella Otto- , ,,, „boniana di mano dell’Autore (a) che incomincia, Frijso la ricca pel - VH i g 5 °*le appese in Coleo . j S • / •
E giacché siamo entrati senza avvedetecene nel giudizio intorno ali'eccellenza di questo Poema, faremmo certamente ingiuria alla nostraItalia, se non la vendicassimo dal parer di coloro che le Tragedie Fran-cesi antepongono aste Italiane. Per rispondere adunque a simil parere,non entrerem già ad esaminare il valore delle une , e deste altre , la-sciando ciò a Gio. Vincenzo Gravina chiaro professore di Legge in que-sta Università , die al presente attende su questa cosa ; né chiamere-mo a render ragione gl’intendenti , che di loro an giudicato finora:ma solo ci varremo della stessa censura, che fa sopra le nostre Trage-die Pietro Cornelio Tragico il più famoso desta Francia, il quale neldiscorso della Tragedia preposto al secondo Tomo de! Teatro [b) ne(b) Pag.i 7 .taccia, perché facciamo troppo studio neli’uso dell’Agnizione : il eh e dell’edit. delvuol dire , che noi pecchiamo , perché trattiamo colla maggiore ec- * 6 S 8 . 11 ,
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