Band 
Volume primo.
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308
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zo8 De’Comentarj Intorno Ali’Istoria

celknza possibile la più bella cosa, che non solo Aristotile, ma la ra-gione , richiegga nella perfetta Tragedia . Diciamo la ragione; per-ché consistendo la forza della Tragedia nel commuover gli affetti ,qual più possente strumento potrà ella adoperare a questo fine, di quel-lo d’una peripezia , che venga fatta risaltare da qualche inaspettatacompassionevole agnizione? Or perché gì’Italiani ben conoscono ilgrandissimo valore di questa cosa, però osservano con ogni diligenza,e usano ogni artifizio , che ella siegua nel fine della Tragedia , dovele cose fono giunte al suo sommo : il che opera con tanto vigore ne-gli affetti degli ascoltanti , che insino a’meno intendenti pare , cheprendan noia di più oltre ascoltare, dopo che quella è seguita; e noipotiamo affermare d’aver più volte veduto in iscompiglio i nostri Tea-tri , perché alcuni Compositori , coll’esempio perawentura de’Fran-cesi , an fatto durar le loro opere assai tempo dopo simil successo . IlCornei io, per dar colore alla sua censura, soggiunge due cose: l’una,che, per compiacere ali’ agnizione, gl’Italiani alterano anche Pistone,già conosciute: l’altra, che, perla stessa ragione, perdono ben fovea-,te l’occasione d’usar sentimenti patetici, che avrebbono delle perfezio-ni maggiori, che non ha l’agnizione ,° Ma né l’una , né Faltra pernostro avviso sussiste; imperocché quanto alla prima , ognun sa , cheil Poeta ha facoltà d’alterare il vero , non solo negli accidenti , ma,\ nella sostanza, come diffusamente si fa vedere nel nostro, Trattato del-(a) Dialo*. ì 3 Bellez.z.a della Volgar Poesia (a) Anzi è egli obbligato a ciò fa-6, p«g. ug. re t quantunque volte o il verisimile il richiegga , a cui più ., che alvero, debbe appoggiarsi la Poesia, o coll’alterazione possa più perfet-to riuscire il Poema. Circa poi la seconda, i sentimenti coll’agnizio-ne, e l’agnizione co’sentimenti non comunicano cosa, per la qualeadivenga, che gli uni, e l’altra non si debbanoconsiderar separatamen-te, dimodoché una cosa sieno i sentimenti, e un’altra l’agnizione. 0-ra, essendo diversi gli uni dall’altra, noi non sappiamo avvisare, co-me il Poeta, intendendo ad una bellangnizione, perda talvolta l’occa-sione d’usar sentimenti patetici: parendo anoi , che possano usarsi sen-timenti di là dal patetico, e nel tempo stesso farsi un’ottima agnizio-ne. Ma quando mai il valor de’sentimenti potesse esser migliorato, opeggiorato dal l’agnizione , che importerebbeégli ciò , se i Maestri, gì’intendenti, e il Popolo stesso antipongono a’sentimenti l’agnizione ,c dichiarano per men perfetta quella Tragedia , che di essa sia pri-va? Se dunque ottima è la Tragedia, che in se contiene l’agnizione,si vuol senza dubbio affermare , che i Tragici Italiani sono tacciatida i Francesi in ciò, che dovrebbe far loro acquistar maggior pregioappo quella Nazione, siccome gliene ha fatto acquistare appo tutte lealtre . Noi ben -sappiamo , che il gusto Francese sopra tutte le cosesi pasce de’ sentimenti ; e però quei Tragici , tralasciando per lo piole altre circostanze, su questa sola fanno ogni loro studio. Se eglinofaccian bene, o male, così facendo, non dee da noi giudicarsi- - nondovrebbon però censurare il gusto delle akfe Nazioni, il quale si son-da nell’autorità de’Maestri, e nella forza della ragione; e daU’qtumotrae i suoi compiacimenti: tanto maggiormente che i sentimenti, c ‘ iCrichiede la Tragedia, debbono esser veri, sodi, profondi, gravi, nrae«

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