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Volume primo.
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309
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Della Volgar Poesia Voi. I, Lib. IV. 30?

Rosi, e nobili; e questi non sono già quei, che adoperano i Tragicidella Francia, i quali, oltre ali’ esser frequentemente fondati sul fal-so, sono sottili, metafisici, strepitosi, e lavorati a forzad antitesi, ed’altre simili figure , che rarissime volte, per non dir mai, i PoetiGreci, e i Latini misero in opera nelle Tragedie, perché tanto colcarattere Tragico disconvengono » quanto ad una venerabil Matronamal si convengono i giovanili abbigliamenti; E sebbene sì fatti sen-timenti per se stessi posson piacere, siccome alle volte sono anche anoi piaciuti nel!'ascoltar, che abbiam fatto, le Tragedie Francesi;nondimeno uniti colla Tragedia, debbono riconoscersi , e giudicarsitali , qua! giudicò Orazio nella sua Poetica il Cipresso dipinto in mez-za al Mare. Queste cose non potiam credere, che non fu siero noteal Cornelio, Uomo per altro di quel valore, che ognun sa ; laondedobbiam più tosto stimare, o che egli, siccome dice Andrea Daciernella Prefazione alla Poetica ., volesse badare più al proprio interesse,che alla natura del Poema Tragico ; e però cercasse di stabilir regolefontane dal sentimento di Âristotile ; e per difendere i difetti dellesue Opere, screditar nelle nostre Tragedie ciò, che non era confor-me a’principj, co’quali le sue erano lavorate; ovvero che non avesseperavventura notizia d’altra Tragedia Italiana, che di quella in pro-sa del Coflantino di Gio.Zarista Filippo Ghirardelli, che egli nomina, ,

la quale è molto bella; ma però non è la migliore, che abbia I' Ita-lia. Che se egli si fosse fatto a vedere tutte quelle in versi, che diso-pra abbiam noi annoverate; e oltre ad esse, V Atamanteàz gli Accade-mici Catenari di Macerata nostra Patria, la qual Tragedia va tra le i

più famose, Y Edipo di Gio. Andrea dall’Anguiìlara, VAltea diBuon-giovanni Gratarolo, VArfinoe di Niccola degli Angeli, ["Elisa di Fa- -,

bio Closio, YEvandro di Francesco Bracciolino, il Tancredl del Con-te Ridosso Campeggi, e quello d'Ortaviano Asinari Conte di Came-rario, e quell’alcro del Conce Pomponto Torelli, insieme coll’ altreTragedie dell’istesso, V Almi da d’Agostino Dolce, \aTomiri d’Agno-lo Ingegneri, l ’Arianna dì Vincenzo Giusti, YAmata ài BaldassarBo-nifacio, la Semiramide di Muzio Manfredi, V Idalba di Maffeo Ve-nterò, e moltissime altre, delle quali insino al numero di cento la-sciò inedito un pieno giudizio Gio.Batista Capponi con titolo di TrafilaTragica (a) non solo non avrebbe giudicato delle nostre Tragediesinistramente con quella franchezza, che fece,- ma forse avrebbe d’al- 00 Memer .tra maniera lavorate le sue: se pure egli non dissimulò d’averle vcdu- degli Acca -te, per la difficuita, che incontra chiunque fecondo Farce vuol fab- dem. Gelatibricare questo Poema, da lui ben conolciuta, e confessata . Noi di- t a Z' z( > z 'ciamo queste cose, non perché non facciamo stima delle Tragedie delCornelio, e de gii alni Autori Francesi, le quali nel lor genere piac-ciono anche a noi, e volentieri la nostra Nazione traslatatc in questalingua le ha ascoltate, e le ascolta sopra i suoi Teatri; ma ben per-ché non vuole il dovere, che le altre Nazioni tacciando in noi quel-lo, che è perfezione, avvezzino i nostri medesimi, vaghi pur troppodi novità, a cercare il buono fuori d’italia, la quale ne ha d’avan-zo, non solo nelle cose della Tragedia, ma in tutte le altre macerieletterarie.

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