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Volume primo.
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381
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Della Volgar Poesia Vol.I. Lib. VI. 58 s

Senza leggi:

Vieni y o bellaPastorella .

Pastorella ,

Fugga il pianto ,

Scocchi il risoDal tuo viso'.

Non pin noie ;

Aia sol gioie:

Sia il tuo vantoDolce canto :

Vieni 0 bellaPastorella .

E dal Villani nel suo Poema della Fiorenza Difesa al Canto IV. mol-te stanze del quale anno l’Intercalare di due vessi. Ma quel, che più•reca maraviglia, si è, che taluno l’ha voluto usare anche nc’sonetti,però solamente, allorché più sonetti in un proposito composti chiudo-no tutti coli’ultimo verso del primo, come sono que’tre burleschi delCaro contra il Castelvetro, in fine di ciascun de’quali s’intercala ilseguente verso . Or vedetele dentro a questa ampolla . (97)

Finalmente ancorché l'Intercalare soglia accomodarsi nel fine del-le strofe, o d’altra partitura, quando i componimenti anno il metro,nondimeno abbiam noi osservata una canzone tra le Rime del Not-turno Napolitano, che per quanto noi potiam giudicare , fiorì circail fine del x v. secolo, o il principio del xv 1. le cui strofe incomin-cian tutte col primo verso della prima, cioè.

Duo Signor son Dio ’n Ciel : tu qui già in TerraPero con riverentiaA tua sacra presentin

Cresi. Ifi.Volg. Poesia. Tom.I. B b 3 Voglio

( 97 ) A questo luogo appartiene queir altr a bìx.i,arria ritrovata da AntonBrocardo , che in un sonetto fi serve quattro volte di un verso confimele tolta-ne l’ultima voce . Il Sonetto è il seguente , e truovafi nel secondo tomo delleRime Scelte

Non mi vedete oime di pianger lassoE nel volto non più quel ch’esser soglio?

Non vedete, eh’io son di vita casso ?

Ahi per me cieco et indurato scoglio !

Non vedete il martir onde mi doglio,

Che vedete pur meco ad ogni passo fNon vedete, che '1 cor ànima spoglio?

Ahi per me cieco et indurato fasto!

Non vedete la doglia acerba e tetraIr avanzando ogni ben mesta sorte?

Ahi per me cieco, et indurato marmo!

Non vedete, che vinto mi disarmoSol attendendo il colpo della morte?

Ahi per me cieca et indurata pietra!

In quello steso libro dopo di questo Sonetto altro ne fiegue di simil forma , tcoll'intercalare posto in quattro luoghi , attribuito al medesimo Brocardo , dicui però nel II, libro delle ststme di div, imprese nel 1547. ne vien fatto auto*re VAmanio , B b 3