Della Volgar Poesia VoLL Lib,VI. z8z
Da ti finiti- martorjO charitàSomma piata
Crnckdi alla mie fine la gloria v
Nè solo co’versi i nostri Toscani fecero gl’Intercalari ,• ma col ino isîo, che i versi accompagna : dei che si legge vaghissimo esempio trale Rime piacevoli dell’Accademico Aldeano in quell’Egloga , dove s’introducono Alco Pastore, e Almo Pescatore a lodare le loro Ninfe,il primo - sopra uno strumento, il cui- suono rende la voce di Tina ti -nella , o temila , confaitri vogliono, e il secondo sopra un’altro, cherende la voce di Trettanelo , che sebbene alcuni la danno alla cererà,
(a) Tranc.Patrio.. Poet.dee. Istoriai.
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Nondimeno è propria della siringa ( a )
AL C Ov
Non habito mai selva
Di campagna, o di monte ;
Ale prato-, o fiume, e fonte
Si casta Ninfa :■ e non segni mai belva y
Ne saetto mai piaga
Cacciatrice sì vaga,
Come l’amata mia Fillide bella .<
Tina Tinella .•
ALMO i-
Non habità maremmeGiamai, ne cristalliniLucidi antri mariniSì casta Ninfa; e non pese» mai gemmeSì bella Pescatrice ;
Ne vaga nótatrice ,
Come simarilli mia, già mai noto „
Trett anelo
e così seguita per molte stanze, o strofe.
Nel rimanente alle volte s’ anno fatto lecito i nostri Poeti, o cavpriccio , o necessità, (98) che ve gli abbia spinti, di mutar qualcheparola dell’Intercalare, del che v’è esempio in quell’Egloga dell’cadia dd Sannazzaro,, che incomincia ° Poiché il soave stile, fil dolce
B b 4 canto ,
(98) Ni per capriccio , neper necessita, come malamente suppone il Crescim-beni, fi fecer lecito i nostri Poeti di variare V Intercalare nell’ Egloghe , mail fecero per imitare i Poeti Greci e Latini, che ciò costumarono di fare, Leg-
ganfi gl Idillj di Teocrito , e l'Egloghe di Virgilio, e vedraffì, che l'ultimavolta, che fi poneva V intercalare , ponevasi alquanto diversamente dalle al -
jota Nemesi ano fu, che nella quarta egloga non variò l'intercalare', per altro
quanti Poeti Greci Latini in Egloghe 0 Idillj prima di lui lo usarono , tutti iVvollero nel fine del componimento variare, faccende che serviste come di chiù —fa del canto di quel Pastore » che slinduceva a cantare nell'Idillio 0 ntll'Egloga»