Della Volgar Poesìa Voi.I. Lib. VI. 393
antiche Toscane, in una lettera scritta a Monsignor Marcello Severo-li intorno a quest’Opera, mostra di credere, che ella non sia altra-mente del Boccaccio, ancorché egli ne abbia una copia scritta a pen-na colla seguente nota nel principio. Liber Giste , e Birrie traduEtusde Tettino in Vulgare per Domimm Jobannem Bochaccium Poetarti Flo-rentimm , e colla seguente altra nel fine. Qui fenifee elGieta , el Bir-riti tradutto di Latino in Folgbare per Ade (sere Joanni Boccaccii PoetaFiorentino , e Jcripto per me Piero di Bartbolomeo Gbaieotti da PosciaNotayo Fiorentino per mio uso adì XIX. di Dicembr. A4CCCCLX1II.e stima piuttosto, che sia di Ghigo : Brunelleschi in parte , e in altrapane di Domenico da Prato Autori più antichi del Boccaccio; ov-vero di Giovanni Acquettini Autor più moderno : imperocché quan-to a i primi egli afferma aver veduto in un testo a penna appresso ilCavaliere Cesare dei Priore Senatore da Ricasoli, dopo l’ottava Gie-ta ubidisce, e l’armi toso piglia la nota, che siegue. Insino a qui tra-dusse, e mijse in rima il nobile Gbigo d’ Ottaviano Brunelleschi , e daqui infino alla fine tradusse , e mise in Rima il sapiente h'iomo SerDomenicho del Maestro And.rea da Prato , de quali le loro figure fienodisegnate qui da pie : il qual Brunelleschi egli giudica, che fosse quel-lo, che presso il Giambnllari nel Gello ( a ) si mette in coppia con ( a ) Pag,6t.Dante da Agatone Dtusi Poeta Pisano. Non Brunellesco, o Dantesa-rian letti ; e l’occasione dello sbaglio dal nome di Giugo Brunelles-chi a quello di Giovanni Boccaccio pensa potere esser nata dali’ usodi scriver talora i nomi degli Autori colle sole prime lettere, che'al-lora era molto frequente , avendo egli in una copia di que’tempi ,che 1’Autore era noto, trovato appunto il di lui nome abbreviato co-sì B. G. la quale abbreviatura il trascrittore, facendo ad indovinare,ipiegò per Giovanni Boccaccio. E al vero dire , che in quei tempiusassero molto queste abbreviature, e continuamente per conto di es-se nascessero degli equivoci, e si prendessero degli sbagli, appieno il di-mostra la lezione de’testi a penna delle antiche Opere , e particolar-mente delle Raccolte, in una delle quali, che si conserva nella Prio-ria del Convento delle Monache di S. Felicita di Firenze, trovando-si alcuni sonetti sotto nome di Ctno da Pistoia, i quali per la catti-va qualità della lingua non possono esser mai di quel purgacissimo scrit-tore , il mentovato Salvini dice, che erano di Francesco Geo Poe-ta di quell’istesso corrotto secolo xv. e che il cambiamento dell’Auto-re seguì, perché in altra scrittura dovettero esser contrassegnati collasola lettera C. che il trascrittore poi interpretò per Ciao, che era fa-moso, e non per Geo a lui forse incognito . Né queste abbreviaturesi facevan solo nelle scritture poetiche , ma in qualunque altra Ope-ra ; e da ciò noi ci avvisiamo, che derivasse l’errore di colui , cheattribuì a S. Tommaso d’Aquino il Comento sopra Boezio , del qualparliamo nella nostra Istoria £ b ] perciocché essendo peravventura il sb) LìLi.testo, che colui dovette averne, segnato colle sole lettere T. A. egìiM?- 5-l’interpretò per Tommaso Aquinate, non avendo cognizione di Tom-maso Anglico, che ne fu 1’ Autore 5 seppure non vogliam dire, che inquest’Opera fusse veramente il nome del legitimo Autore; e che la de-nominazione d 'Anglico, colui la credesse abbreviatura d’ Angelico', ti»Crcsc.Ist.Velg. Poesia. Tomi. Cc colo,