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Volume primo.
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401
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Della Volgar Poesia Voi. I. Lib. VI. 401

a’nostri giorni il Canonico Giulio Cesare Graziai altrove nominatonel tradurre in terza rima la Poetica, d'Orazio , e Lodovico AdimariCavaliere, non men chiaro per la nascita, che per l’erudizione, fab-bricando in canzoni una parafrasi dc’sette Salmi Penitenziali , che sìlegge stampata colle altre sue Poesie Sacre, e Morali ; e l'AbatePom-peo Figari , pubblicando con titolo di Salmista Penitente un nobilvolume di sonetti, ciascun de’qualiè parafrasi d’un verso de’medesimifette Salmi ; e finalmente Fra Gio. Batista Cotta Tendasco Fremita-lo Reggente , e Predicatore Generale del suo Ordine , producendodue bellissime opere non ancor pubblicate, l’una della Cantica diSalomone ridotta in cento sonetti, e Paltra di molti passi della S.Scrittura in sonetti parimente distesi , ed uniti insieme col titolo diDio; ( 103 ) ed ambedue ornandole di dottissime annotazioni, nellequali, e particolarmente in quelle della seconda, tra le altre riguar-devoli cose, mostra pienamente gran parte del molto, cheZoroastro,Orfeo, Pitagora, Mercurio Trifmegisto, Platone, Aristotile, e altriGentili Teologi dalle sacre carte anno imbolato; e perché la singo-lar modestia dell* Aurore Iddio sa quando sarà per lasciarle pubblica-re, però ne darem qui un saggio di ciascuna; ed il primo sarà un so-netto di quei della Cantica fondato sul verso { a ) Si dederit homoemnem subflantiam domus sua prò dilezione , quasi, nihil desgiciet eam .Vago di render chiara , ed immortaleSua infinita possanza il divo Amore ,

Affali il mio Diletto , e in meno al coreCon sue saette aprì piaga mortaleQuinci vibrassi in quella ; e nel vitale ,

Che stillava dal sen, sanguigno umoreTutto s'immerse ; e dalla piaga suoreTrasse fumanti , e sanguinose l’ale.

£ poi volando ali' uno, e ali ’ altro PoloLe piume scosse : e in dolce pioggia, e nuova. , Scese quel sangue a ristorare il suolo .

Qual premio or tu per sì mirabil prova

Attrai dall'uomo, Amori Quale al tuo volo;

Quale al tuo dardo egual mercé fi trovai11 secondo, uno di quei del Dio fondato nelle parole d’Amos Pro-feta ( b ) Quomodo fi fugiat vir afacie leonis, & occurrat ei ursius, &innitaturmanu fmjuper parìetem, & mordeat eumeoluber, ed in quel-le dell’Ecclesiastico- (c) Via peccantium complantata lapidibus, & infine illerum inferi, & tenebra, & pcena; e finalmente in quell’altre delSalmo xxxiv. Piam via illorum tenebra, & lubricum, & Angelus Do-mini persequens eos.

Se PEmpio ode per selva, in cui s'aggira,

Leon, che l’aria co’ruggiti afforda,

Fugge a fini (Ira; enei fuggir sei miraIncontro aprir l’arrenda gola ingorda .

Si vol-

f 103) In Venezia nei i/rr. per Almoro Albrìzzi fu pubblicato il DìoSonetti ed Inni di F, Gio Battista. Cotta &c. eolie annotazioni dello stes-so in S.

(a) Canz,cap,i, versi 7

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(b) Cap. 5.■ver/. 19.

(c) Cap,zi,versili.