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Volume primo.
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405
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Della Volgar Poesia Voi. I. Lib.Vì.

Bella leggiadra & in ahif umileIn zolontà mi venne con sottileRima trattar parlando brievementeDunque a voi cui tengho Donna miaEt chui sempre disio di servireha raccomando madama AlarlaE priegbovi se foste nel mio direDifetto alcun per vostra cortesiaCorreggiate amendando il mio fallireCara fiamma per cu ’ il core o caldoQue che vi manda questa vistoneGiovanni è di Boccaccio da Cert aldo .

Jl dolce ìnmaginar che l mio cor faceDella vostra biltà Donna pietosaRecam una soavità fi dilettosaChe mette lui con meco in dolcìe pacePoi quando altro pensiero questo disfacePiangemi dentro lanim’ angosciosaCercando come trovar posta posaEt sola voi disiar le piaceEt però volend'i perseverare ,

Pur nell'onmaginar vostra biltateCerco con rime nuove farvi onoreQuesto mi mosse Donna a compilareLa vistone in parole rimateChe io vi mando qui per mio amoreEatele onor secondo il su valore 1

svendo a tempo poi di me pietate »

O chi che voi vi fiate o gratto fibinimi virtuofi

In cui Amor- com’en beato locoCelato tene il suo giocondo fochoI vi priego c'un poco

Prestiate lontelleto a gliamorostVersi li quali sospinto conpost'E orse da di fi osi

Voler troppo n fiammata e se l mio fiocoCantar fimuischa nel proferer ìrrocoO troppo è chiaro o rocoAmendatel aceioche ben riposiSe in se frutto■ o forse alcun dilettoPorgeste a vo lettor ringratiate .

Colei La cui biltate

Questo mi mosse affar come subgìetto »

E perche voi costei me conosciateElla somigli Amor nel su aspettoTanto c alcun difettoNon va a chi gia'l vide altre fiateE Im deilaltro fi gode dì loro