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Volume primo.
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409
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Della Volgar Poesìa Voi. I. Lib. VI. 409

fi, togliendo la forma de’caratceri, che avevano a duplicarli, daglistesti caratteri del nostro alfabeto, variandola in qualche modo , co-me apparisce dal l’alfabeto, che siegtie. abcdeef^ghi ilmnoopqrsstv»uzc. E questo noi crediamo, che sia l'alfabeto avvisato dal-TAccademia Sanese, per quel, che scrive il Firenzuola nel Trattatel-lo del Discacciamento delle lettere impresso tra le sue Prose , giudican-do noi per varie circostanze raccolte da esso, che colui , contra cuifu egli scritto , e il quale quivi si nota dì furto fattone ali’Accade-mia, si suste il Tolomei: se pure non fa il Politi, riferito da! Minuti-no £* ] che , dappoiché vide uscita la nuova ortografia del Trissino , C 1 -' cit *prese a pubblicar varie regole, come avute dalla detta Accademia.

Fuvi inoltre Neri Dortellata Stampator Fiorentino, che vago didare ad intendere la nostra pronunzia agli Oltramontani, e a quei,che verranno dijquàa mille anni, si prese pensiero, oltre alla giuntad’alcune lettere della forma di quelle del Tolomei , di appiccare de-gli accenti sopra le vocali di ciascuna parola , e con essi distinguereparticolarmente la pronunzia lunga, o breve delle parole; e in que-sta guisa mandò fuori dalle sue stampe varie cose; e tra le altre l’su-pera di Marsilio Ficino Sopra lo Amare , over Convito di Platone , tra-alatala dall’istesso Autore nel nostro Volgare, la quale fu impressa l*anno 1544- insieme con un discorso del Dortellata intorno alla sud-detta sua ortografia.

Ma questi pensieri, quantunque eseguiti con molto fervore , tosta-mente invanirono, essendo stati rifiutati dall’universal consenso, perle ragioni, che a larga mano si leggono sparse in parecchi scritturedi valenti Uomini, che contro ad essi scrissero, ed in particolare delFirenzuola nel Trattateli sopraccitato. Contuttociò alcun vestigio nerimase, c rimane tuttavia nella lettera », che, se è vocale , si scrivecosì, u; se consonante, così v. e nella lettera i, che infine delle vo-ci dovendosi dupplìcare, in vece della dupplicazione , si scrive nellaseguente guisa ; ; e questa lettera sebbene fu ritrovata dal Trissino ,nondimeno per s estetto mentovato la pose in uso il P. Danieli Barto-li, come avverte l'eruditissimo Fontani] [£] (b )Amine,

Tutto ciò, e molto più si fece nel secolo del 1500. intorno al l'or-14.tografia delle voci: ma alla fine prevalse quella introdotta dal Bembo, Mf* 352 .la quale qual si suste, ciascun può vedere nelle Opere Volgari di lui;c con essa , o con poco divario , tutti gli scrittori di quel secolocamminarono sì nelle prose, come ne’versi . Dicemmo, o con pocodivario: imperocché molti Fiorentini, allorché la pronunzia inchi-nava al suono dalla a., questo carattere adoperarono , quando il Bem-bo sempre della t, si era valuto, e Vincenzo Buonanni egregio Let-terato di quella Nazione ( il desiderio d’ accordar le dispute di que- (e) Veggasilsia cosa, o altro , che ne suste cagione : il che non sappiamo ) con discorso di^stravagantissimo avviso, fu solito usare ambedue i caratteri, non (o-questo Autorelo dovunque l’uno, o l’altro di cssiera bastevole per la pronunzia, ma'^™ la ’*anche là, dove una, o due L. per necessità si richiedeva, scrivendo < ss ntica dtL c ] Vincenzio , giudiziosi , preziosissima , - lontananza , essenze , fori-

grandetta y fentz,a > fatzAy buttatati , esimili: anzi ran perii Serms*

ta fu la sua sollecitudine verso questa unione , che arrivò a scriver con telli, 1572,4.'Creso. Is, Folg. Poesia . Tom.I. D d essa