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Volume primo.
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Della Volgar Poesia Vol.I. Lib. VI. 411

*ulla deroghi all’anticìuta delie Opere» che si prendono a riformare.

Dell* Ortografìa, del puntare » e accentare . CAP. XVI.

N EL nascimento della Volgar Poesia niuna maniera di puntare, eaccentare vi fu, come si vede nella memoria dell’ Ubaldini, in-ferita di sopra (a) e da inserirsi anche appresso, e nella Cantilena di (a)L-'L.i.Ciulto dal Caino pubblicata dal!’Allacci- (>) e sebbene nella stampassi eapipag.ìoo.quella si cruova qualche punto, nondimeno dee credersi piuttosto tra- taccole.scorso del copista, o dell' impressore» che uso, che ne avesse l’Au- ss™' t a 2*tore. Durò questa confusa maniera di scrivere fino al tempo di Dan-te , che da qualche giudizioso incominciò ad usarsi il punto fermo :ma però con molta diversità, ed incostanza, perciocché» siccome ap-parisce da più Codici antichissimi scritti a penna, da noi veduti, altricon esso distinguevano i soli periodi, altri il mettevano solamente nelfine d’ògni due versi, altri dopo ogni rima, che fusse sparsa per entroil componimento, altri nel fine d’ogni strofa , altri finalmente dopoogni parola» per tutti quali serva d'esempio il sonetto di succian-done Martello da Pisa, impresso nella nostra Istoria (e) in cui si ve- (c) LiS. i.de messo il punto dopo ogni rima delle moire, che per entro vi sono W' 75.sparse: e questo sonetto noi il togliemmo dal Redi, che disse averloappo di se in un’antichissimo Codice a penna in cartapecora» e co- .. ,

me quivi si nuova per appunto averlo trascritto (d) [ /

Né perché si leggano le Raccolte del Corbinelli, e de’Giunti, e i L<r’Vis.Documenti d’ Amore del Barberino , e ie Rime Originali del Ferrar-ca [testi ambedue pubblicati dalTUbaldini} e moltissimi altri libri an-tichi d’Aurori del primo secolo sì in versi, che in prosa» colla divi-sione» e uso d’altre sorte di punti, e segni, come di punto coma, dipunto doppio» e di virgola, deesi credere, che queste cose fu isserò uni-versalmente in commerzio tra quegli scrittori ; imperocché, quantun-que concediamo» che taluno usato a scriver latinamente, come Dan-te, il Petrarca, ed il Boccaccio» potessero alle volte lasciar correresenza avvedersne alcun de’segni del punteggiare de’Latini per le lo-ro Opere, nondimeno certissima cosa è » die per l’universale niunadeterminata cognizione s’aveva di queste cose » dicendo il Sai vinti( e ) Quanto a i nostri del miglior secolo certissima cosa è, che oltre al (t)^vvertì-punto fermo , poco: altro di questa fatta si vede ne libri loro .. Equelibri me nt. Voi . r.così contrassegnati» sono copie ammendate» e aggiustate da quei, che h^-3 .c^.par,le diedero alle stampe, corsie particolarmente del Canzoniero del Pe- Mod dirrarca afferma Gio. Vectorj (/) Mentre per altro tra molti riscontri» \ u „ tar 0de’ quali si porrebbe da noi dar notizia , molto in ciò prestiam sedealla copia della Commedia di Dante di propria mano del Boccaccioriferirà da noi di sopra» nella quale niuna forca di punti, o altri segnisi vede usata, e ad un Codice in cartapecora della Chisiana ( g ) ferir-(g) MS. 574 .to appunto del. carattere del secolo x i v. nel quale sono moltissimi so-netti» e canzoni de'Poeti di quella, e dell’età antecedente» e niun’altra posa » o distinzione, vi si vede, che quella de’punti » usati perlo più solamente nel fine de’quadernari, e de’cerzetti, e delle strofe,dove alle volte si vede anche un segno fatto così In come apparirà da

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