sa) Tort. eDirit. cap.zi.
(b) Sarto!.Tort. e Dirit.toc. cit.
( C ) Art. delpuntar, part.i. cap. î.
414 De’ Comentarj Intorno Ali’Istoria
che finitoti in vocale , coinè arido, firn , bontà , viriti , e simili , gper le monosillabe ; e quello si nule a sinistra sopra la sua vocale.
Or benché questi accenti fu stero per li mentovati , e perawenturaanche per altri effetti, ritrovati; nondimeno non solevano porsi maiin iscrittura, se non dove il bisogno il richiedeva, per togliergli equi-voci nella pronunzia, come circa l'acuto ridiverrebbe nelle parole ba-lia, già verbo, e simili, che , se non fussero accentate acutamente,avrebbero diverso significato ; e quanto al grave, tutte le voci tron-che suddette , che non fustero accentate , si potrebbero pronunziarediversamente, cioè volontà , in vece di volontà , comparti, in vece dicompartì, e simili..
Ma contuttociò alcuni troppo timorosi della perdita della pronun-zia, che un giorno poteste accadere, vollero accentare tutte le paro-le , che scrissero , di modo che le loro scritture si paiono uno jtcrmod’Allodole, 0 dUpupe col pennacchio, e la cresta capo , come disse inquesto proposito il L\ Daniello Bartoli {a) e Neri Dorrei lar a tantofu vago di questa cosa, che non contento degli accenti mentovati, co'quali trafisse tutte le parole di varie Opere uscite dalle sua stampe, eparticolarmente VOratuoni di Marsilio fucino sopra il Convito di Pla-tone , delle quali abbiam fatto menzione nel capitolo antecedente,volle mettere in uso anche 1 accento ciconflesso de’Latini , per quan-to può scorgersi , in luogo del grave , perciocché scrive gin , 0 rim-provero , e simili : non però egli ebbe seguito ; né altri abbiam tra-vato, die dopo lui stabbian posto in isso.
Gli scrittori del secolo xv 1 1. quasi universalmente mal si serviro-no degli accenti: ma ora anche in ciò è staro posto il dovuto frenoalla libertà , dapoichè chi professa di scrivere accuratamente, e conpulizia , non si vale di essi , se non in caso d’estrema necessità, sic-come né anche delia parentesi, e d’ altri segni attenenti alla punteg-giatura , i quali né pisi né meno nel secolo xvt. furono ritrovati:senza che riguardi alla quasi infinita moltitudine delle ragioni , chein contrario adducono alcuni de’nostri Grafitatici, i quali allora ap-punto più guastano, e imbrogliano le scritture , quando pisi pensanod’agevolarne altrui s intelligenza , e loro accrescer la pulizia : anzicon tanto filmarvi, e strafisicarvi sii , avviluppano di tal maniera , econfondono la mente di chi li legge , che talora si durano interegiornate a capirsi , che cosa eglino si pretendano di dire , per laquantità delle regole , e sottoregole , che fermano , delle dispute , econtroversie, che muovono , e degli stravaganti nomi , che a quellimiserabili segni ciascun pone a suo capriccio : cose , per vero dire,quanto vane, altrettanto stomachevoli , e solo (b) da non increstena chi ha tempo da gittare in cosa, che vale a pocopiit, che niente. _
E perché, siccome di sopra si è detto , la perizia degli stampatori,non men che quella degli Autori, e Trascrittori, ha coopti aio nellaggiustamento della nostra ortografia , però vuole il dovere , che sidichiari, quali furono quelli, clic col giudizio , e col sapere mante-nendo le loro stampe in grandissimo credito, fecero all’Italia questobenefizio, acciocché chié vago di far libreria, possa sceglier sedizio-ni, che sono più belle , e più purgate . Il Lombardelli (c) n e ann0 “