IO
Della Bellezza
sgrida, con Platonica dottrina, una tale,, clic. vendeva l’Amore H
Licere fi sacris {retiam est. simonia: rebus ,
Et rem divinam mercis, babere, loco •„
Tu fimoniaca es vere-,, qua vendis Amerem,
Gellia ; nam rts est, spiritualis Amor .
Diot. leggiadrissima conferma in vero , e degna del vostro impareg-giabile spirito. Eg.. Eh’ chi: non si farebbe maggior di se , in udendo ivalenti Uomini,, che voi sete ì or seguitate , Faburno : che non vor-rei perdereJI filo del vostro importante ragionamento . Fab. Il sensoadunque unito col destino ,. di cui appresso favelleremo, acciocché ilil nostro Còstanzo abbandonasse Passa, impresa del suo celeste amare,pose assedio <r lui cioè al suo corpo ; impedendo con» questo assedioil destino,,che all’anima , che dentro la. Rocca del corpo albergava,non capitasse il solito cibo per le porte degli occhi esterni „ cioè lavista dell’oggetto visibile amato ; e il senso , rappresentandole la pri-vazione del medesimo, sensibile oggetto ,. e. con. tal memoria sforzan-dosi d’affliggerla , e tormentarla . Avvertasi qui ; che il Poeta nondice essere stato, assalito ma assediato, dal senso , perché cingendosid’assedio le rocche inespugnabili,, le quali non sono soggette ad assal-to, volle dimostrarci colla circostanza dell’àssedio l’insuperabilità delsuo Amore spirituale ... Appella; poi tale assedio crudele ìs merce dellabarbara, e feroce apparenza di esso; mentre la crudeltà , anche nell’uomo si giudica , secondo Cesso , dal fiero , e barbaro» aspetto dilui. Conchiude finalmente il> Poeta questo primo membro dell’ ora-zione,, dicendo,, che l'anima sua assediata non è men forte , benché lemanchi A* vista dell’oggetto sensibile, di cui fi pasce, e le vien reca'ta per le porte degli occhi ; perché 1’ assedio si pone particolarmenteper pigliar colla fame ciò, che colla forza peravventura giammai non«'acquisterebbe : e però si proccura con ogni studio, che agli assediatinon giungan, vettovaglie ,, tenendosi ben chiusi i passi, e riguardatele porre . Il cibo poi » col quale avvalorata. P anima; $1 incammina aldesiato fine „ è la. verità », la quale più colla vista , che con altra po-tenza» si riceve: poiché d’essa più , che d’altro , sogliam fidarci . Daessa dunque incomincia il cammino dell' anima insegnatoci da Pla-tone, secondo i principj del quale il:Sonetto è composto, ed iodi es-so favello » e perché questo cammino debbe ella senza alcuno inter-tompimento » ed indugio continuare per gli altri gradi , che volgar-mente da’Platonici si chiamano scala , perciò- ricevuto- dalli anima ilsuddetto cibo » che è il principio dell’ amore ; ed essendosi già postain viaggio , per significarci il, Poeta non aver lei più bisogno di talcibo , dice » che » non perché l’anima era priva di quello , si senti-va men forte , cioè meno atta, a salire, per gli: altri gradi., i quali so-no la considerazione della figura.corporea, fatta, immaginevolmente :la contemplazione ragionevole della bellezza, universale di tutti i cor-pi: la conversione dcll’anima in se stessa , e il conoscimento della suadignità: il ricevere in se stessa il lume della bellezza» e finalmente ilritrovare il medesimo lume nel suo autore , che è Iddio ^ Ed accioc-ché, avanti di farci alla sposizione de’cimanenti versi ». voi siate con-sapevole di tutte quelle cose » che a ciò si appartengono, sappiate che
le sor-