2.4 Della Bellezza
verso , non poco viene abbassato il numero , come Viso santi , aiver fintile tanto, rivela alquanto, allume vero,, voi flessi almeno, vi-so almo, e sereno .. Ma quello , che mi fa credere indubitatamente,che il Costanzo in tessendo questo Sonetto , si fusse prescritta, Pidea»della qual favelliamo egli è il fottii modo di persuadere famigliar-jnente .. Il che chiaro apparisce dal proporre a gli occhi primieramen-te Passito del pensiero , e poi della finzione; e -'acutezza delle rispo-ste de’medesimi con egual famigliarità portata ; rispondendosi allaprima persuasione : che il pensiero , come interno , può aiutare i-1cuore parimente interno , non già gli occhi , che esterni sono ; e al-la seconda: che .assuefatti gli occhi alla vista del perduto oggetto,non isperano accomodarsi ad altra vista - E con ciò parrai avere , senon bastevolmcnte , almeno per quanto s’estende il mio ingegno,soddisfatto ali’incarico , giudicando io pienamente di esterna bellez-za dotato il Sonetto, del qual si ragiona.. Eg. Con tanta pienezza, efelicità avete , Emaro , riscontrato nel Sonetto da me recitato leparti tutte dell’umile idea, che non pure egli possiede perfettissima-mente P esterna bellezza ; ma esemplare panni , che possa essere perchiunque vuol sonettare in sì fatta idea, non mancandogli circostan-za alcuna, per minuta, che sia. Or vsguaino ali’interna, nellaquale , non so quanto , o Arpalio , avrete campo di favellare , per-ciocché burnii carattere è manchevole d’insegnamenti d’alta impor-tanza , non potendo ritrovarsi ampie , e grosse fondamenta fottapiccola , e bassa casaccia . Ar. Compatitemi , Egina : voi in questa,parte sete non poco errata : mentre , non perché l’idea umile riget-ta ogni magnificenza , che abbellisca esternamente le composizioni,,è vietato ripor sotto di essa magnificentissìmi sentimenti . Ma vi sidebbono riporre in guisa , che non trasformi Pesterna sommessa ap-parenza in niuna , anche minima parte . Eg.. Volere voi dire , chetali componimenti» debbono essere , come le rustiche Statue de’Si-leni-de gli Antichi, dentro le quali- si nascondevano le divinità insie-me colle piti preziose gemme , e coi-più ricchi tesori,' e pure elleno-nulla men rustiche perciò apparivano agli occhi de’risguardanti. Ar*Tanto appunto voleva dire. Eg* Ma egli è tale il Sonetto del Costan-ze» Ar. Sì , o Egina : né può non esserlo; perché dovendo , comegià dicemmo-, il componimento , per ottener la desiderata perfezio-ne-, aver mescolato Putile col diletto; e Putile da gli insegnamentiprovtvegnendo , ogni volta che vogliam costituire il Sonetto del Co-stanze in grado di perfezione , fa di mestieri , che sia dotato di am-bedue tali prerogative . Egli è ben vero , che secondo i caratteri labellezza interna si dee- regolare ; perciocché , consistendo la perfe-zione della bellezza esterna del carattere umile nel!’osservanza de*precetti-raccontati da Emaro , i- quali non-eccedono , che il vile :la perfezione dell’interna bellezza del medesimo carattere consiste-rà in racchiudere insegnamenti di- momento non riguardevole, pur-ché anche da essi possa cavarsi alcuna massima , che apporti utile.:arrecando tutte le massime utilità-, o magnifiche , & umili eh’alle si, sieno . Non per questo è però vietata anche in tal carattere liintrinseca, bellezza magnifkenussuna , nella maniera delta, di sopra-
degli.