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gliari , e accomodate per ogni ingegno .però. io stimo , che ancheintorno al vestir le cose i Greci sieno imitabili da i Toscani. Ma cir-ca l'entusiasmo, o estro, assai in alto si condussero i Greci ; mentre( tralascio le Sibille, e alcuni Poeti del primo secolo , i quali, è fa-ma, che giugnessero anche à profetare ) chiara cosa è , che eglino lepiù volte cotanto si astraggono ., e si sollevano sopra 1’ uso comune,massimamente i Ditirambici che appariscono sovrumani ; e quindiavviene , cbq i loro Poemi veggi amo sparsi , non pur di strani , enuovi modi di due, ma di lodi date, ora a se stessi , ora aklor can-to, e di magnifiche, ed anche soprannaturali operazioni de’ medesimiPoeti , che le parlano ; e questo è quel furor poetico', per Io qualefi disse-
Est Deus in nobis , agitante calefcimus ilio.
Io non dico , che di sì fatto entusiasmo , o estro , possano esser pie-namente possessori i Toscani, siccome il furono i Greci ; perché , quan-do anche il potessero essere in se stessi , no’l potrebbero esser fuori dise stessi, mancando loro in parte la forza de’ vocaboli da esprimerlo:se non se quando alcun Toscano vi fosse tanto ingegnoso, che sapessel’espressione della Toscana Lingua portare , dicluam così , al venti-quattresimo carato, come è quella de i Greci, nel qual caso io crede-rei, che la Toscana potesse di pari camminar colla Greca per via delmentovato furore . Eg. Ma si può egli fare cotesto innalzamento ìAris. Io per me stimo di sì, e lo ricruovo in varie traduzioni Tosca-ne.: sì perche in esse , ove la forza de'vocaboli Toscani non à potutocontrapporsi alla forza de’vocàboli<ìreci, si è a questa corrisposto colcaricare il sentimento tradotto tanto sopra ciò, che avrebbe per se stes-so il Toscano modo portato , che arriva alla forza ordinaria del Gre-co Idioma, e l’agguaglia : nel che operan molto il sito delle voci, lacomposizione de’periodi, e sopra il tutto l’osservazione del fraleggiarealla Greca: sì anche perché , senza tanti riguardi , iò stimo , che inqualche parte possa imitarsi da i Toscani Peltro, almeno de’Greci delquarto secolo; poiché, essendo ingenerato I estro da umor malinconi-co, il quale è comune a tutte le Nazioni, non più ne gli antichi Gre-ci, che ne’moderni Toscani può ritrovarsi: che che siasi dell’opinioned’alcuni sopra il furore de’primi, che poetarono , il quale riferisconoa dono di Deitadi , o Demoni v, che lor commovevano 1’animo confantasie da soprannatural lume rappresentate : de’quali Poeti, e del qualfurore io non- favello, né intendo di favellare .. Ma anche in ciò lamaggior difficoltà consiste nel sapersi valere dell’cstro in guisa , chenon apparisca, o affettato, o sproporzionato; né, per mio avviso v’àin Toscana chi sabbia saputo maneggiar meglio di Gabbriello Osi li-brerà , siccome tra i Latini niun maneggiollo megliod’Orazio. Eg. Iogià sono persuasa , che limitazione de’ Greci non sia negata a’ To-scani; e mi rimangono solamente due leggiere difficultà , 1’ una in-torno al velamenco delle cose , l’altra circa l’estro suddetto . (guan-to adunque alla prima , io vorrei sapere se dirittamente operasse al-cun Toscano , il quale con macchine velasse il vero ad imitazionede’ primi Padri Greci , che con esse coprirono la lor Teologia ; ecirca la seconda, se l’estro porti con se il disuso delle regole del com-porre ,