Della Volgar Poesia DiaI.1V. ;i
porte, parendomi, die i Profeti, le Sibille, ed altri sì fatti spiriti dafuror poetico accesi » siccome anclie i compositori de’Ditirambi aniuna legge si sieno soggettati . Arts. Elle non fono altrimenti leg-giere le difficoltà , che movete » anzi necessarie le reputo per la pie-na cognizione della cosa. Adunque circa la prima rispondo , chefallo peravventura non sarebbe il chiudere a bella posta misteriosecose dentro strane macchine di favole, e novelle; ma sarebbe senz’altro vana , e poco accorta operazione , perciocché come abbiamdetto , à già moltissimi secoli , che è cessata la cagione , per la qua-le i primieri Poeti Greci si fattamente composero ; alla quale pote-te giungerne un’altra parimente cessata , cioè , che non perché colo-ro cercassero ridur gli uomini a civil vita , volevano , che la loroscienza fosse nel suo profondo a tutti palese, ma per non perder quella■venerazione , che eglino perciò ritraevano da gli uomini : ma og-gimai, che tanto ogni scienza veggiam diffusa , e sparsa per l’univer-so, e’si par senza fallo vana cosa , che i Poeti pretendano di non co-municar con altrui le loro dottrine, e per questa via giugnere alla ve-nerazione: oltre a ciré » comunque siasi, e della suddetta ragione vo-glia giudicarsi, certo egli è, che simili macelline, come oscurissime,e per lo più anche d’intetpetrazione incapaci, con niun’utile pochis-simo diletto arrecano , ancorché con eccellenza poeticamente sie-no rappresentate, per essere Poscurità vizio cotanto brutto, cheogni.bellezza poetica assorbisce , e disforma . Eg. Ma pure il Petrar-ca sotto velami poetici nasconde sentimenti profondissimi . ArifEgli è vero .• ma que’velami figure sono , e non macchine : né lefilosofie >> che nelle rime del Petrarca si leggono , sono difficili , enascoste , ma piane , e usuali ; anzi di esse le cose più note , e piùvaghe solamente tralcelse il Petrarca » e poeticamente vestendole,ne’suoi componimenti le sparse Del resto rammenteretevi , Egina,che nel nostro primo ragionamento , in favellandosi dell’interna bel-lezza , fu condannata anche la troppa dottrina ne'primi Padri delToscano poetare , perché oscurità cagiona aneli’ella, e rincrescimen-to ; pcrlochc y non negando io , che possano , anzi debbano trat-tarsi le scienze ne’Poemi con idoli, e con. immagini > e simulacri , ecome dice il Mazzoni meli’Introduzione alla Difesa della Comme-dia di Dante , in maniera credibile ; e nè meno, che la favola sianecessaria , massimamente nelle Commedie , nelle Tragedie , e nc yPoemi Epici, colle regole però ad essa prescritte da f Maestri del-l’Arte Poetica , solo quelle macchine , e favole condanno , nellequali pretendono .gli’ Autori di chiuder Sistemi di scienze non cogni-te , che a se medesimi , come facevano i sì spesso' mentovati pri-mi Greci Poeri . Eg. Non più: che ben mi rammenta; ed or cono-sco y che quest’ ultimo mio dubbia è stato partorito dalla dimentican-za sciogliete adunque la seconda difficultà circa !'Estro , Arif. Ioper mtf non voglia quistionar qui so il parlar de’Profeti, e delle Si-bille fosse soggetto a regola , o libero : sapendo io , che letti nel lorproprio idioma , e considerati nella maniera , che eglino prescrisseroal lor parlare ,> anch’essi regole ebbero, ed osservarono , come Te-stificano Lattanzio Firmiano * e Sa» Girolamo nella Pistola , che
D 2 scrive