(66 Della Bellezza
Eg. Appunto avete indovinata la cosa : ma nel far da maestro , altronon bramo , che accertarmi d’essere buono scolare . GervÒh il po-- co guadagno ., che a lungo .andare farem noi qui , Compagni miei.,prevedendo io, che .Egina daddovero un giorno farà con essonei quel-la figura, che oggi dice voler fare per ischerzo. Elc. Io l'ascriverei amia somma fortuna. Che mai parlate , Gerasto ? Ger. Vorrei an-ch'io, che quel , die ò detto accadesse .• non vestendo .( come ben sa-pete ) chi più di me intenda a’vostri vantaggi. Eg. Orsù ecco le Ri-me del Costanzo : sceglietemi il Sonetto . Ger. Gran franchezza mo-strate , dappoiché vi rimettete alla sorte . Eg. Io mi sono preparataper discorrere il meglio, che saprò , intorno a qualsisia, che mi vengascelto. Ben’è vero, che per compier I opera nelbrieve tempo passatotra iersera , ed oggi , appena m’è stato permesso di chiuder gli occhinella passata notte. (Elc. Noi non potevamo immaginare, che voi ave-ste dovuto por mano ad impresa sì grande ; e però ieri spinti dallacuriosità dicemmo di voler tornar oggi. Ger. Tanto più sarà maravi-glioso , e lodevole il ragionamento , che Egina faranne.. Eg. O r viacontentatevi venire alla scelta. Ger. Ricino , scegliete : essendo a voidovuto quest’ onore , che avete maggior pratica di quella , che ò io,per la bellissima conferva, che fate , di quasi innumerabili Volumi diToscane Poesie. Elc. Anzi a voi fi debbe ; perché voi molto pili, cheio non sono, sete partigiano dello stesso Autore. Eg. Eccoci alle odio-se cerimonie. Ger. Noi certamente non faremo nullae però sarà ilmeglio che voi , o Egina , prendiate il primo del Canzoniere . Elc.Prudentistima risoluzione. Eg. Mentre è volered’ambedue, m’ atterròal primo; il quale, acciocché possa ridur meglio a memoria le consi-derazioni da me fatte intorno ad esso , permettete , che attentamentesìa da me letto. Ger. Leggetelo pure, e rileggetelo, che tanto più negodremo, quanto più l'ascolteremo.
Eg. Alpestra , .e dura selce , onde il focile
jy Amor grafie quel foco , ove à sett'Asini ,
Ch’arde il mio cor , deh come il Mondo inganni ,
Mostrandoti sì grata , e sì gentile.
•Chi crederla , che poi con lingua , e stileVaverti aizzata al ciel tu mi condanniA passar di mia vita in tanti affanniOttobre omai , non pur Maggio , ed AprileXE che quant’,io più pianga, e più languisca ,
Tanto men possa far , che salma accortaDell’error suo da te fi disunisca..
Or per me- se pietade in tutto è morta ,lo non so , come Amor non arrostisca ,
Poiché tal crudeltà vede , e comporta.
Perche il ripeter qui le teoriche d’ambedue le bellezze, col misto del-le quali dee la Volgar Poesia esser maneggiata , sarebbe non men va-na, ed inutile , che lunga , e rincrescevo! cosa ; e oltre acciò il do-ver non vuole, che abbiate voi, lungo tratto taciti , la noia d’ ascol-tarmi \ né peravventura io durar potrei lungamente a ragionare fen-ica interrompimento ; però sarà il meglio , che per soddisfare a tutte
le sud-