Band 
Volume sesto.
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77
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Della Volgar Poesia. Dial.V. 77

gatone, che di para invenzione è composta: sì perché nella Poesia;avendo il verisimile forza di vero» ogni volta che l’invenzione dellaTragedia sia verisimile» potrà esiger dagli ascoltanti la compassione*e il terrore , unico sine di questa spezie di Poesia : sì anche perchénelle Tragedie tessute in simil guisa si riconosce maggiore artifizio»che nelle fondate sull’Istoria, quando pero l'Istoria sia ignuda ; per-ciocché se ella sarà tanto favoleggiata, che altro d’Istoria non riten-ga » che il nome, io giudico di essa, come della nuda Favola. Néosta l’opinione del Tasso nel trattato del Poema Eroico contraria al-la mia sentenza ; cioè che quelle cose sono credibili, le quali si pos-sono fare; ma quelle, che non è chiaro, che sten fatte, sono credu-te poco possibili, e per conseguenza poco adeguate a soggetto di Tra-gedia-, potendosi rispondere con ritorcere l’argomento, che essendocredibile ciò, che si può fare; ciò » che non si è fatto, e si conoscechiaramente, che può farsi» sarà creduto possibile: che possa poi far-si, ne dipenderà il giudizio dalla verisimiìitudine ; c però ò premes-so, che il finto, non tanto per se stesso, quanto pel verisimile è sog-getto adeguatissimo per la Tragedia; e il Tasso medesimo ne lo con-ferma, avendo il suo Torrismondo fondato affatto su’l finto . Elc*.L’Autore non potrebbe meglio difendersi: passiamo ad altro. Co-me salverete la catastrofe priva dell’estremo della felicità, la qua-le in Elvio Protagonista non apparisce? Ger. Gagliarda sembra l’op-posizione» ma in più modi può togliersi di mezzo . Egli è vero, oElcino , che le più volte si sogliono rappresentare gli estremi dellamutazione dello stato ambedue ridotti ali’atto nel giro d’un giorno »e nel!’ azione fare apparire imprima, verbigrazia felicissimo , e poiinfelicissimo i! Protagonista; contuttociò non è vietato il primo de’suddetti estremi, cioè la felicità» rappresentarlo tacitamente , o in-sensibilmente coi mettere in bocca de’Personaggi la felicità del Pro-tagonista, come si fa nella nostra Favola ,• nella quale Elvio si rico-nosce felicissimo per la corrispondenza di Lucrina , e si dice an-che tale da Amaranta» e da Mitilo , e da me , dichiarandolo noi alsommo stimato in Arcadia, ed Eroe, e Semideo - Anzi questo se>sondo modo, come più verisimile,- e naturale» a me sembra il mi-gliore, perché, non dovendo la Tragedia contenere azione» in cuiverisimilraente possa essersi consumato più, che il breve giro di uàgiorno» riesce affai duro a credersi, che in un giorno possa unoattualmente esser felicissimo» e infelicissimo-: il, che nel secondo mo-do-non addiviene, nel quale si suppone la felicità avanti il-giornodella-perfeziona della catastrofe . Ma quando non bastassero- le det-te ragioni, e vi richiedeste la catastrofe » giusta il primo modo, an-che questa vi ritroverete , se considererete , che Elvio in prima ap-parisce infelicissimo per lo sdegno di Luetica, e poi felicissimo perlo conseguimento, che fa di lei . Èie. Ambedue le risposte sono ac-concissime, contee hé la seconda» nel togliere una disile ulta » ne fasorgere un’altra, cioè che il lieto fine rassembra non poco discon-venevole alla Tragedia. Ger. Voi v’ ingannate» Elcino. Elc. Comem inganno, se la voce Tragedia esprime sempre mestizia? Cer.-Que-à è Popinione del volgo» contra la quale w’è al nostro proposito iL

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