Band 
Volume sesto.
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7& Della Bellezza

testo espresso d’Arisl , ’òtile, che dichiararle Tragedie di lieto fine, non?solamente buone, ma ottime ,-Eg. Spiegatevi più pienamente, e dite-mi ancor le ragioni per meglio rendermi'paga». Ger. Che le Trage-die possano tessersi di lieto fine, non può dubitarsene, perché, seinvestigheremo il più rimoto principio di tal componimento, trove-remo,, che intanto la Tragedia va per lo più a finire infelicemente,in quanto-tratta di fatti di Personaggi Grandi, i quali fatti si raggi-rano-sopra gran moli", ed anno grandi, e potenti emuli; ed il con-turbamento delle cose è tale, che non sa sciogliersi,, che con esito mi-serabile .. Ot questi conturbamenti-chi negherà, che alle volte possanofelicemente terminare? ed ecco il perché le Tragedie sono capaci dilieto fine, non men che di mesto. Che poi le Tragedie di lieto fi-ne sieno ottime, egli è ugualmente chiaro; imperocché, se da quel-le , che terminano infelicemente, ritraggono gli ascoltanti l’utileinsegnamento, che i falli si puniscono; le altre di lieto fine loro di-mostrano e l’istesso insegnamento, e l’altro non minore, cioè che Vinnocenza è protetta dal Cielo: il perché le prime poslbno contrap-porre ali’utile del terrore, il danno della-disperazione; ma le secondeali’utile dei terrore congiungOno Fùtile-del conforto , e della speran-za; e oltre acciò le Tragedie d’infclice fine,, lasciando sempreamareg-giato l’animo de’riguardànti, non fanno-conseguire al compositore lasignoria universale de gli umani affetti, pregio più riguardevole delPoeta. Ma se egli opera in guisa, che l’infelice risorga nell'ultimopasso della Tragedia, i riguardanti avranno senza fallo maggior mo-vimento d’affetti, per la, mescolanza della, compassione , e tristezzapassata coll’allegrezza, e congratulazione presente, la quale , tantopiù riuscirà dilettoso, quanto più sopraggiungerà inaspettata z e ciòmassimamente debbe osservarsi nelle Tragedie, il Protagonista dellequali; vien tormentato, non perché sia colpevole , ma perché tale ècreduto , come accade nella- Favola , della quale parliamo . Edeccovi, Egina, spiegato distintamente ciò ,. che, astrattamente ad Et-erno io risposi. Eg. Contentatevi di- far così, anche nell'altre rispo-ste , che ad Elcino renderete , le quali se non per lui, che le saper me„che per lo più non le so, piene lesser dovranno. Ger. Sare-te servirà., Or voi, Elcino, che pensate?. Elc. Penso, se l'innocen-za d’Elvio, la quale è somma, sia soggetto adeguato, e proporzio-nato di Tragedia, la quale richiede soggetto, né in sommo reo , nd-in sommo.innocente, per issoggir , come voi sapetel’odio de’ri-guardanti, o verso il condannato, o verso il condannatole,, secondoil testo "di Aristotile, il quale dice, che la miseria , ed i. casi atroci,del: Personaggio innocentissimo, e, santissima, non esigono compassio-ne , né spavento, ma abbominazione.. Ger.ln ordine a ciò [checchési. dicano gli spositori, sopra la mentovata sentenza, d’ Aristutile, iquali; variamente 1’ interpetrano ] io sono di sentimento , con al-cun moderno ,. che Aristoriìe. proibisca, la- somma innocenza , sola-mente quando è palese a chi- la condanna ma se qualche fallo , senon vero,, almen: tale creduto da chi l’innocente affigge, concorre-rà nel Protagpnista, come avviene nel caso nostro, non sarà il sog-getto riputato contrariò alle regole della Tragedia , riconoscendo.

io dalla»